Il Parlamento europeo ha adottato una nuova regola che crea un'interfaccia pubblica online, gratuita e multilingue, per dichiarare il distacco dei lavoratori. Gli Stati membri potranno scegliere se utilizzarla o meno; se la utilizzano, sostituirà il loro sistema nazionale di dichiarazione. Il testo è stato adottato con 558 voti a favore, 93 contrari e 18 astensioni.
Oggi, le imprese che distaccano lavoratori in un altro paese dell'UE devono spesso espletare formalità diverse a seconda del paese di accoglienza. La Commissione ha proposto di creare un'interfaccia comune per ridurre questi ostacoli amministrativi. Il Parlamento ha modificato questa proposta per renderla facoltativa per gli Stati membri, fissando al contempo regole precise sul suo funzionamento e sulla protezione dei dati.
Interfaccia gratuita e multilingueLa Commissione istituirà un'interfaccia pubblica elettronica disponibile in tutte le lingue ufficiali dell'UE, accessibile gratuitamente ai prestatori di servizi. Consentirà di creare un account sicuro, trasmettere le dichiarazioni di distacco, scaricare documenti e scambiare messaggi con le autorità.
Utilizzo facoltativo per gli StatiOgni Stato membro potrà decidere se utilizzare o meno l'interfaccia. Se sceglie di utilizzarla, essa sostituirà il suo sistema nazionale di dichiarazione e dovrà informarne la Commissione almeno sei mesi prima della data prevista. Potrà anche cessare di utilizzarla dandone comunicazione tre mesi prima.
Cancellazione automatica dopo 36 mesiLe informazioni e i documenti relativi a un distacco saranno automaticamente cancellati dall'interfaccia trentasei mesi dopo la fine del periodo di distacco. I lavoratori distaccati riceveranno una copia elettronica della loro dichiarazione.
Nessuna formalità supplementareGli Stati membri che utilizzano l'interfaccia non potranno imporre ai prestatori di servizi requisiti supplementari di dichiarazione o di conservazione dei documenti, se tali documenti sono già stati forniti tramite l'interfaccia. Potranno tuttavia decidere di non richiedere tutte le informazioni del formulario tipo e dovranno informarne la Commissione.
Accesso per le parti socialiGli Stati membri potranno autorizzare le autorità competenti a fornire alle parti sociali nazionali e agli organismi di esecuzione le informazioni pertinenti disponibili nel sistema di informazione del mercato interno, con altri mezzi, unicamente per verificare il rispetto delle regole sul distacco.
Il Parlamento ha adottato il testo con 558 voti a favore, 93 contrari e 18 astensioni.
Per i lavoratori distaccati, l'interfaccia faciliterà l'accesso alle informazioni sulle loro condizioni di lavoro e permetterà di ricevere una prova della loro dichiarazione. Per le imprese, in particolare le piccole e medie imprese, ridurrà le formalità amministrative quando distaccano dipendenti in un paese che utilizza l'interfaccia. I dati personali saranno cancellati automaticamente 36 mesi dopo la fine del distacco. Questo testo è la posizione finale del Parlamento; deve ancora essere formalmente approvato dagli Stati membri prima di diventare legge.
Il Parlamento europeo ha adottato con 558 voti a favore, 93 contrari e 18 astensioni un'interfaccia pubblica online, gratuita e multilingue, per dichiarare il distacco dei lavoratori. Gli Stati membri potranno scegliere di utilizzarla; se lo faranno, sostituirà il loro sistema nazionale. Un passo avanti per le imprese, ma che resta facoltativo e lascia intatta una parte della burocrazia.
La Commissione voleva ridurre gli ostacoli amministrativi alla libera prestazione di servizi. Il Parlamento ha mantenuto l'obiettivo ma ha reso l'interfaccia facoltativa: ogni Stato membro deciderà se utilizzarla o meno. Se la utilizza, sostituisce il suo sistema nazionale e non può più imporre ai prestatori di servizi requisiti supplementari di dichiarazione o di conservazione di documenti già forniti tramite l'interfaccia. Uno Stato che adotta l'interfaccia deve avvisare la Commissione con sei mesi di anticipo; se vuole smettere di utilizzarla, tre mesi sono sufficienti.
Per una PMI che distacca dipendenti in più paesi, il vantaggio è reale: uno sportello unico, gratuito e multilingue, invece di moduli nazionali diversi. Ma l'interfaccia non è obbligatoria per gli Stati. Coloro che preferiscono conservare il proprio sistema possono farlo, e le imprese continueranno quindi ad affrontare la stessa complessità. La semplificazione resta dunque à la carte, e il costo della mancata adozione ricade sulle imprese che operano nei paesi recalcitranti.
Il testo fissa regole chiare sulla protezione dei dati: la Commissione è responsabile della sicurezza dell'interfaccia e delle coordinate della persona che trasmette la dichiarazione; il prestatore di servizi è responsabile degli altri dati personali. Le informazioni e i documenti relativi a un distacco sono automaticamente cancellati trentasei mesi dopo la fine del periodo di distacco. Il lavoratore distaccato riceve una copia elettronica della sua dichiarazione, archiviabile e permanente, con un link al sito nazionale ufficiale unico.
Gli Stati membri potranno autorizzare le autorità competenti a fornire ai partner sociali nazionali e agli organismi di esecuzione le informazioni pertinenti disponibili nell'IMI, con altri mezzi, unicamente per verificare il rispetto delle regole sul distacco. Un'apertura limitata, ma che merita di essere monitorata: potrebbe portare a richieste di informazioni supplementari se il quadro non è rigorosamente delimitato.
Il carattere facoltativo dell'interfaccia è il punto debole del compromesso. Un approccio fondato sulla sussidiarietà avrebbe potuto spingersi oltre: lasciare gli Stati membri liberi di non utilizzarla, ma subordinare l'accesso ai fondi europei o agli appalti pubblici alla sua adozione, oppure fissare una scadenza per il passaggio. Allo stato attuale, nulla garantisce che gli Stati più burocratici l'adotteranno, e le imprese che distaccano in questi paesi continueranno a pagare il prezzo della burocrazia.
Il Parlamento ha inoltre previsto che la Commissione valuti, entro cinque anni, se i requisiti informativi del modulo tipo restano necessari e proporzionati. È una clausola di revisione utile, ma che interviene tardi. Per le imprese, il costo dell'attesa è reale: progetti di distacco ritardati o abbandonati per mancanza di chiarezza.
Un'interfaccia volontaria è una semplificazione che gli Stati possono ignorare: le imprese, invece, non hanno la scelta della complessità.
Il Parlamento europeo ha adottato con 558 voti a favore, 93 contrari e 18 astensioni un'interfaccia pubblica online, gratuita e multilingue, per dichiarare il distacco dei lavoratori. Gli Stati membri potranno scegliere di utilizzarla; se lo faranno, sostituirà il loro sistema nazionale. Un passo avanti per le imprese, ma che resta facoltativo e lascia intatta una parte della burocrazia.
La Commissione voleva ridurre gli ostacoli amministrativi alla libera prestazione di servizi. Il Parlamento ha mantenuto l'obiettivo ma ha reso l'interfaccia facoltativa: ogni Stato membro deciderà se utilizzarla o meno. Se la utilizza, sostituisce il suo sistema nazionale e non può più imporre ai prestatori di servizi requisiti supplementari di dichiarazione o di conservazione di documenti già forniti tramite l'interfaccia. Uno Stato che adotta l'interfaccia deve avvisare la Commissione con sei mesi di anticipo; se vuole smettere di utilizzarla, tre mesi sono sufficienti.
Per una PMI che distacca dipendenti in più paesi, il vantaggio è reale: uno sportello unico, gratuito e multilingue, invece di moduli nazionali diversi. Ma l'interfaccia non è obbligatoria per gli Stati. Coloro che preferiscono conservare il proprio sistema possono farlo, e le imprese continueranno quindi ad affrontare la stessa complessità. La semplificazione resta dunque à la carte, e il costo della mancata adozione ricade sulle imprese che operano nei paesi recalcitranti.
Il testo fissa regole chiare sulla protezione dei dati: la Commissione è responsabile della sicurezza dell'interfaccia e delle coordinate della persona che trasmette la dichiarazione; il prestatore di servizi è responsabile degli altri dati personali. Le informazioni e i documenti relativi a un distacco sono automaticamente cancellati trentasei mesi dopo la fine del periodo di distacco. Il lavoratore distaccato riceve una copia elettronica della sua dichiarazione, archiviabile e permanente, con un link al sito nazionale ufficiale unico.
Gli Stati membri potranno autorizzare le autorità competenti a fornire ai partner sociali nazionali e agli organismi di esecuzione le informazioni pertinenti disponibili nell'IMI, con altri mezzi, unicamente per verificare il rispetto delle regole sul distacco. Un'apertura limitata, ma che merita di essere monitorata: potrebbe portare a richieste di informazioni supplementari se il quadro non è rigorosamente delimitato.
Il carattere facoltativo dell'interfaccia è il punto debole del compromesso. Un approccio fondato sulla sussidiarietà avrebbe potuto spingersi oltre: lasciare gli Stati membri liberi di non utilizzarla, ma subordinare l'accesso ai fondi europei o agli appalti pubblici alla sua adozione, oppure fissare una scadenza per il passaggio. Allo stato attuale, nulla garantisce che gli Stati più burocratici l'adotteranno, e le imprese che distaccano in questi paesi continueranno a pagare il prezzo della burocrazia.
Il Parlamento ha inoltre previsto che la Commissione valuti, entro cinque anni, se i requisiti informativi del modulo tipo restano necessari e proporzionati. È una clausola di revisione utile, ma che interviene tardi. Per le imprese, il costo dell'attesa è reale: progetti di distacco ritardati o abbandonati per mancanza di chiarezza.
Un'interfaccia volontaria è una semplificazione che gli Stati possono ignorare: le imprese, invece, non hanno la scelta della complessità.