Logo The European Citizen
Testi Adottati
Approvato2026-10-20Economia e mercato unico

Il Parlamento europeo chiede più mezzi contro la frode IVA transfrontaliera

Testo adottato
A favore35754 %
Contro27441 %
Astensione315 %
Non ha votato00 %
Spiegazione dettagliata

Comprendere il testo adottato

In breve

Il Parlamento europeo ha adottato una risoluzione che chiede alla Commissione europea di abbassare la soglia di 10 milioni di euro prevista dalla direttiva PIF quando il danno cumulato a livello dell'Unione è considerevole. Chiede anche un rafforzamento dell'architettura antifrode per il bilancio 2028-2034, con mezzi sufficienti per l'OLAF, la Procura europea, Eurojust ed Eurofisc. Questo testo non è una legge: esprime la posizione politica del Parlamento.

01

Contesto

La frode IVA transfrontaliera, in particolare la frode carosello, priva i bilanci nazionali e l'Unione di entrate importanti. Il Parlamento ritiene che la cooperazione tra Stati membri resti insufficiente e che gli strumenti esistenti, come Eurofisc, manchino di mezzi e di coordinamento. Formula richieste alla Commissione in vista del prossimo bilancio pluriennale dell'Unione (2028-2034).

02

Cosa è stato deciso

  1. 1

    Abbassare la soglia di 10 milioni di euroIl Parlamento chiede alla Commissione di rivedere al ribasso la soglia di 10 milioni di euro fissata dalla direttiva PIF, quando il danno resta sotto la soglia nazionale ma il danno cumulato nell'Unione è considerevole.

  2. 2

    Rafforzare i mezzi degli organismi antifrodeChiede organici e finanziamenti sufficienti per l'OLAF, la Procura europea, Eurojust ed Eurofisc nel quadro del bilancio 2028-2034, in particolare tramite il programma per il mercato unico e le dogane.

  3. 3

    Individuare meglio le catene di frodeChiede che lo strumento ART di Eurofisc sia sviluppato con l'intelligenza artificiale per individuare in tempo reale le catene IVA sospette, e che Eurofisc possa sospendere i numeri IVA nel sistema VIES in caso di indizi seri di frode.

  4. 4

    Garantire la tracciabilità dei fondiOgni programma di spesa del prossimo bilancio dovrà disporre di una pista di audit completa e di dati obbligatori sui titolari effettivi, accessibili alla Procura europea, all'OLAF e alla Corte dei conti.

  5. 5

    Assicurare il ritorno delle somme recuperateIl Parlamento invita la Commissione a proporre una legge che garantisca che gli importi recuperati dopo le indagini della Procura europea su attentati agli interessi finanziari dell'Unione siano restituiti al bilancio dell'Unione.

03

Risultato del voto

357A favore274Contro31Astensione

La risoluzione è stata adottata con 357 voti a favore, 274 contrari e 31 astensioni durante un voto elettronico per appello nominale.

04

Cosa significa per i cittadini

Questa risoluzione non crea un obbligo giuridico immediato, ma orienta le future proposte della Commissione. Se saranno seguite, gli Stati membri dovrebbero cooperare meglio per individuare la frode IVA, il che potrebbe ridurre le perdite di entrate pubbliche e alleggerire il carico che pesa sui contribuenti onesti. Le imprese potrebbero anche beneficiare di strumenti digitali più efficaci per verificare l'affidabilità dei loro partner.

Opinion & analysis

Frode IVA: il Parlamento chiede mezzi, non solo richiami

Il Parlamento europeo ha adottato il 20 ottobre 2026 una risoluzione che chiede alla Commissione di abbassare la soglia di 10 milioni di euro della direttiva PIF quando il danno cumulato nell'Unione è considerevole, e di rafforzare l'architettura antifrode per il bilancio 2028-2034. Non è una legge, ma un segnale politico: le perdite di IVA restano massicce e la cooperazione transfrontaliera non funziona abbastanza rapidamente.

I punti chiave

  • Abbassare la soglia di 10 milioni di euro della direttiva PIF quando il danno nazionale maschera un danno cumulato considerevole nell'Unione.
  • Garantire organici e finanziamenti sufficienti per l'OLAF, la Procura europea, Eurojust ed Eurofisc nel quadro finanziario 2028-2034.
  • Estendere oltre il 2026 l'inversione contabile prevista dagli articoli 199 bis e 199 ter della direttiva IVA, che ha dimostrato la sua efficacia contro la frode carosello.
  • Assicurare che gli importi recuperati dopo le indagini della Procura europea tornino al bilancio dell'Unione.

Una soglia che protegge i frodatori

La soglia di 10 milioni di euro fissata dalla direttiva PIF per avviare le azioni penali della Procura europea crea un punto cieco: una frode di 8 milioni di euro ripartita su cinque Stati membri resta sotto i radar nazionali, mentre il danno cumulato per l'Unione è considerevole. Chiedendo alla Commissione di abbassare questa soglia, il Parlamento non crea nuova burocrazia: allinea la competenza europea alla realtà del danno. La frode carosello, per definizione, attraversa le frontiere; una soglia nazionale la lascia prosperare.

Il meccanismo è semplice: finché la soglia resta alta, le reti organizzano i loro schemi per restare appena al di sotto in ciascun paese, mentre il totale supera ampiamente la soglia a livello dell'Unione. Gli autori della frode conoscono il diritto meglio delle amministrazioni. La proposta del Parlamento corregge questa asimmetria permettendo alla Procura europea di agire non appena il danno cumulato lo giustifichi, senza attendere che un solo Stato membro raggiunga la propria soglia.

Mezzi, ma non un assegno in bianco

Il Parlamento chiede risorse sufficienti per l'OLAF, la Procura europea, Eurojust ed Eurofisc, in particolare tramite il programma per il mercato unico e le dogane. Chiede inoltre che lo strumento ART di Eurofisc sia sviluppato con l'intelligenza artificiale per individuare in tempo reale le catene IVA sospette, e che Eurofisc possa sospendere i numeri IVA nel VIES in caso di indizi seri. Queste richieste sono legittime: senza strumenti moderni e senza personale, le indagini restano lente e i recuperi bassi.

Ma il denaro pubblico non deve finanziare un'architettura che si sovrappone. Il Parlamento stesso riconosce che la frammentazione e l'assenza di un quadro di governance integrato nuocciono all'efficacia. Prima di aumentare i bilanci, bisognerebbe eliminare i doppioni e chiarire i mandati. La creazione di un quadro di governance comune, di un sistema di notifica unificato e di un accesso diretto di Europol allo strumento ART va nella giusta direzione, a condizione di non aggiungere livelli di controllo senza eliminare i precedenti.

Il contribuente onesto attende risultati

La frode IVA priva i bilanci nazionali e l'Unione di entrate che finanziano i servizi pubblici. Ogni euro non incassato è un euro di imposta supplementare per chi paga. Il Parlamento chiede che gli importi recuperati dopo le indagini della Procura europea siano versati al bilancio dell'Unione, il che è una questione di giustizia elementare. Chiede inoltre che l'inversione contabile, che ha dimostrato la sua efficacia contro la frode carosello, sia prorogata oltre il 2026. Questo meccanismo elimina la possibilità per gli operatori inadempienti di incassare l'IVA e sparire prima di versarla: è una misura strutturale, non una pezza.

Un approccio fondato sulla sussidiarietà e sul mercato avrebbe consistito nel lasciare che gli Stati membri sperimentassero soglie più basse e strumenti digitali, per poi generalizzare ciò che funziona, invece di fissare una soglia uniforme. Ma in assenza di cooperazione spontanea, la richiesta del Parlamento è un richiamo utile: la frode transfrontaliera esige una risposta transfrontaliera.

Una soglia di 10 milioni di euro non protegge le finanze pubbliche, protegge i frodatori che sanno aggirarla.

Agisci su questo testo
Presenza quel giorno
Foglio di presenza non ancora pubblicato
Foglio di presenza non ancora pubblicatoPubblicato alcuni giorni dopo la seduta.
Visualizza il testo completo
Condividi
questa votazione