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Testi Adottati
Approvato2026-10-22Affari esteri e difesa

Il Parlamento condanna gli attacchi degli Houthi e chiede di inserirli nella lista terroristica dell'UE

Testo adottato
A favore29151 %
Contro27148 %
Astensione81 %
Non ha votato00 %
Spiegazione dettagliata

Comprendere il testo adottato

In breve

Il Parlamento europeo ha adottato una risoluzione che condanna fermamente gli attacchi con missili e droni degli Houthi contro l'Arabia Saudita, Israele, gli Emirati Arabi Uniti e la navigazione marittima. Chiede l'immediata cessazione delle ostilità, il rafforzamento dell'operazione navale EUNAVFOR ASPIDES e l'inserimento del movimento houthista nella lista terroristica dell'Unione, con esenzioni umanitarie. Questo testo non è una legge: esprime la posizione politica del Parlamento e invita il Consiglio, la Commissione e gli Stati membri ad agire.

01

Contesto

Da luglio 2026, gli Houthi hanno moltiplicato gli attacchi con missili e droni contro città saudite, infrastrutture energetiche e aeroporti civili, e hanno dichiarato un blocco navale contro l'Arabia Saudita. Questi attacchi perturbano il commercio marittimo nel Mar Rosso e nello stretto di Bab el-Mandeb, facendo salire i prezzi dell'energia e dei trasporti. Il Parlamento ritiene che siano in gioco la stabilità della regione e la sicurezza degli approvvigionamenti europei.

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Cosa è stato deciso

  1. 1

    Condanna degli attacchiIl Parlamento condanna gli attacchi con missili e droni contro il territorio saudita, in particolare l'aeroporto King Khalid di Riyad, scuole e zone residenziali, nonché gli attacchi contro Israele, gli Emirati Arabi Uniti e le navi nel Mar Rosso.

  2. 2

    Inserimento nella lista terroristicaInvita il Consiglio, su proposta dell'alta rappresentante, a inserire senza indugio il movimento houthista, le sue branche militare e politica e i suoi dirigenti nella lista terroristica dell'UE. Qualsiasi misura restrittiva dovrebbe essere mirata e accompagnata da chiare esenzioni umanitarie, conformemente alla risoluzione 2664 (2022) del Consiglio di sicurezza dell'ONU.

  3. 3

    Rafforzamento di EUNAVFOR ASPIDESDeplora che l'operazione navale EUNAVFOR ASPIDES disponga di molte meno delle dieci navi ritenute necessarie per il suo lancio. Chiede agli Stati membri di fornire fregate con difesa aerea e capacità antidrone, aerei di pattugliamento marittimo, e al Consiglio di prorogare l'operazione oltre il 28 febbraio 2027.

  4. 4

    Valutazione per l'energia e i prezziChiede alla Commissione di valutare urgentemente le conseguenze della perturbazione dello stretto di Bab el-Mandeb sulla sicurezza energetica dell'UE, sull'inflazione, sulle catene di approvvigionamento e sui porti europei, e di presentare misure di emergenza, tra cui la diversificazione degli approvvigionamenti e un sostegno mirato alle famiglie e alle piccole e medie imprese.

  5. 5

    Aiuti umanitari sotto controlloChiede uno stretto controllo degli aiuti umanitari finanziati dall'UE nello Yemen, una verifica indipendente dei partner e garanzie contro qualsiasi dirottamento verso gruppi armati. Invita ad aumentare gli aiuti e a porre rimedio alle carenze di finanziamento, in particolare tramite il futuro strumento Europa nel mondo.

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Risultato del voto

291A favore271Contro8Astensione

La risoluzione è stata adottata con 291 voti a favore, 271 contrari e 8 astensioni durante la votazione per appello nominale del 22 ottobre 2026.

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Cosa significa per i cittadini

Per i cittadini europei, questo voto non aggiunge regole direttamente applicabili. Tuttavia invia un forte segnale politico: il Parlamento chiede che gli Houthi siano inseriti nella lista terroristica dell'UE, il che potrebbe in prospettiva comportare il congelamento dei loro beni e il divieto di mettere fondi a loro disposizione. Chiede inoltre una valutazione degli effetti sui prezzi dell'energia e del trasporto marittimo, e un sostegno mirato per le famiglie e le piccole imprese se la situazione dovesse peggiorare. Il rafforzamento dell'operazione navale mira a proteggere la libertà di navigazione nel Mar Rosso, da cui dipendono molte merci importate in Europa.

Opinion & analysis

Houthi: il Parlamento chiede l'inserimento nella lista terroristica dell'UE

Il Parlamento europeo ha adottato una risoluzione che condanna gli attacchi degli Houthi e chiede al Consiglio di inserire il movimento nella lista terroristica dell'Unione. Non è una legge, ma un segnale politico chiaro: la sicurezza marittima e la libertà di navigazione sono interessi europei diretti, e l'Unione deve smettere di esternalizzare la propria protezione.

I punti chiave

  • Il Parlamento chiede al Consiglio di inserire gli Houthi, le loro branche militare e politica e i loro dirigenti nella lista terroristica dell'UE (posizione comune 2001/931/PESC e regolamento 2580/2001), con esenzioni umanitarie conformi alla risoluzione 2664 (2022) del Consiglio di sicurezza dell'ONU.
  • Deplora che EUNAVFOR ASPIDES disponga di molto meno delle dieci navi ritenute necessarie e invita gli Stati membri a fornire fregate con difesa aerea e capacità antidrone, nonché aerei di pattugliamento marittimo.
  • Chiede alla Commissione di valutare con urgenza l'impatto della perturbazione di Bab el-Mandeb sulla sicurezza energetica, sull'inflazione, sulle catene di approvvigionamento e sui porti europei, e di proporre un sostegno mirato alle famiglie e alle PMI.
  • Chiede un controllo rigoroso degli aiuti umanitari finanziati dall'UE nello Yemen, con verifica indipendente dei partner e garanzie contro qualsiasi dirottamento verso i gruppi armati.

Una lista terroristica, non un'operazione di comunicazione

Inserire gli Houthi nella lista terroristica dell'UE non è una questione di facciata. Una tale decisione, presa su proposta dell'alta rappresentante, consente di congelare i beni del movimento e dei suoi facilitatori e di vietare la messa a disposizione di fondi. Il Parlamento non si limita a condannare: chiede al Consiglio di agire senza indugio, colpendo le branche militare e politica, i dirigenti e l'apparato di sicurezza. Il contraltare è esplicito: ogni misura deve essere mirata e accompagnata da chiare esenzioni umanitarie, per non bloccare gli aiuti ai civili yemeniti. È l'approccio giusto: colpire i responsabili, non le vittime.

Il testo non si ferma qui. Chiede di smantellare i canali di finanziamento, compreso il contrabbando di petrolio e i trasferimenti illeciti di capitali, e di rafforzare la cooperazione tra le unità di informazione finanziaria, Europol ed Eurojust. Chiede inoltre di estendere le misure restrittive a tutti coloro che forniscono armi e componenti agli Houthi e di far rispettare meglio l'embargo dell'ONU sulle armi. Su questo punto, il Parlamento spinge gli Stati membri ad assumersi le proprie responsabilità: valutazioni rigorose e trasparenti delle esportazioni di armamenti, in conformità con la posizione comune 2008/944/PESC e con il trattato sul commercio delle armi.

La libertà di navigazione ha un prezzo, e si paga in navi

Il Mar Rosso e lo stretto di Bab el-Mandeb non sono punti su una mappa. Sono rotte commerciali da cui dipendono interi carichi destinati all'Europa. Gli attacchi degli Houthi contro le navi, e il blocco navale dichiarato contro l'Arabia Saudita, fanno salire i costi del trasporto e dell'assicurazione e minacciano la sicurezza degli approvvigionamenti energetici. Il Parlamento lo dice chiaramente: la perturbazione dei flussi logistici è diventata uno strumento di pressione strategica. Di fronte a ciò, l'operazione EUNAVFOR ASPIDES è essenziale, ma è sottodimensionata. Il Parlamento deplora che disponga di molto meno delle dieci navi ritenute necessarie al suo lancio e chiede agli Stati membri di fornire fregate con difesa aerea e capacità antidrone, nonché aerei di pattugliamento marittimo.

È qui che sta il problema. Gli Stati membri che non contribuiscono ancora devono farlo, e il Consiglio deve prorogare l'operazione oltre il 28 febbraio 2027. Ma la questione dei costi non può essere ignorata: ogni nave inviata è una nave sottratta a un'altra missione, e ogni ritardo nel contributo significa navi mercantili esposte. Il Parlamento chiede anche una valutazione d'urgenza delle conseguenze sull'energia, sull'inflazione e sui porti europei, e un sostegno mirato alle famiglie e alle PMI. Un approccio basato sulla responsabilità individuale e sulla cooperazione con i partner del Golfo, piuttosto che su un nuovo strato di burocrazia, sarebbe più efficace. Il testo va in questa direzione chiedendo un coordinamento con la coalizione marittima guidata dall'Arabia Saudita e con la NATO.

Condannare non basta: bisogna prosciugare i finanziamenti, proteggere le rotte e assumersi il costo delle navi.

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