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Approvato2026-10-22Clima e ambiente

Quote gratuite di CO2 estese per il calore e i combustibili fino al 2030

Testo adottato
A favore47481 %
Contro8214 %
Astensione285 %
Non ha votato00 %
Spiegazione dettagliata

Comprendere il testo adottato

In breve

Il Parlamento europeo ha modificato la proposta della Commissione sui valori di riferimento per l'assegnazione gratuita di quote di CO2 al calore e ai combustibili per il periodo 2026-2030. Invece della riduzione annua massima prevista dalla Commissione, i deputati hanno deciso di utilizzare tutte le quote disponibili (circa 88 milioni) più un terzo delle quote non assegnate (circa 11 milioni) per aumentare l'assegnazione gratuita, riducendo al contempo il tasso di riduzione annuo per il 2027-2030 al fine di evitare qualsiasi riduzione supplementare. Il testo introduce anche sotto-parametri di riferimento settoriali per due codici di attività (NACE 23.20 e 23.31). È la posizione del Parlamento in prima lettura; dovrà ora negoziare con gli Stati membri.

01

Contesto

La Commissione aveva proposto di adeguare al ribasso i parametri di riferimento per il calore e i combustibili per il periodo 2026-2030, con una riduzione indicativa del 12,5 % rispetto al 2021-2025. Il Parlamento ha ritenuto necessario rispondere alle preoccupazioni dell'industria e rafforzare la protezione contro la rilocalizzazione delle emissioni di carbonio aumentando la quantità di quote gratuite assegnate tramite tali parametri di riferimento. Ha quindi modificato la proposta per utilizzare pienamente le quote disponibili e una parte delle quote non assegnate, e per creare sotto-parametri di riferimento settoriali laddove i divari di prestazione sono significativi.

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Cosa è stato deciso

  1. 1

    Tasso di riduzione annuo ridottoPer il 2027-2030, il tasso massimo di riduzione annuo applicato ai parametri di riferimento per il calore e i combustibili è abbassato a una percentuale che utilizza pienamente le quote supplementari e garantisce che non si applichi alcuna riduzione ai sensi del paragrafo 5.

  2. 2

    Quote non assegnate ripartiteLe quote non assegnate a causa della riduzione dell'assegnazione gratuita sono ripartite come segue: un terzo per l'assegnazione gratuita supplementare (circa 11 milioni), un terzo messo all'asta con entrate al Fondo per la modernizzazione, e un terzo al Fondo per l'innovazione.

  3. 3

    Sotto-parametri di riferimento settoriali creatiLa Commissione stabilirà sotto-parametri di riferimento settoriali per il parametro di riferimento dei combustibili quando esistono divergenze significative e documentate tra il parametro di riferimento ex ante dell'Unione e le prestazioni delle sotto-installazioni di un settore identificabile.

  4. 4

    Priorità ai codici NACE 23.20 e 23.31I sotto-parametri di riferimento saranno stabiliti innanzitutto per gli impianti rientranti nei codici NACE 23.20 e 23.31 (fabbricazione di vetro piano e di vetro cavo).

  5. 5

    Calendario di attuazioneLa Commissione adotterà atti delegati che fissano i criteri entro 3 mesi dalla pubblicazione, e atti di esecuzione che determinano i valori dei sotto-parametri di riferimento entro 6 mesi, sulla base dell'intensità media delle emissioni del 10 % degli impianti più efficienti.

03

Risultato del voto

474A favore82Contro28Astensione

Il Parlamento ha adottato il testo con 474 voti favorevoli, 82 contrari e 28 astensioni (votazione elettronica per appello nominale).

04

Cosa significa per i cittadini

Per le industrie interessate (in particolare il vetro piano e il vetro cavo), questa posizione del Parlamento significa che potrebbero ricevere più quote gratuite di CO2 tra il 2026 e il 2030, il che riduce i loro costi rispetto alla proposta iniziale della Commissione. Le entrate della messa all'asta di una parte delle quote non assegnate andranno al Fondo per la modernizzazione, che finanzia in particolare la modernizzazione delle reti di teleriscaldamento, e al Fondo per l'innovazione. Il testo non è ancora definitivo: deve ora essere negoziato con gli Stati membri prima di diventare legge.

Opinion & analysis

Quote gratuite di CO2: il Parlamento allarga la torta, non la concorrenza

Il Parlamento europeo ha scelto di aumentare le quote gratuite di CO2 assegnate a calore e combustibili per il 2026-2030, utilizzando tutte le quote disponibili (circa 88 milioni) e un terzo delle quote non assegnate (circa 11 milioni), riducendo al contempo il tasso di riduzione annuo per il 2027-2030. Una decisione che protegge le industrie esposte, ma che perpetua un meccanismo di rendita a scapito della competitività e dell'innovazione.

I punti chiave

  • Il tasso di riduzione annuo dei parametri di riferimento per calore e combustibili è abbassato per il 2027-2030 al fine di utilizzare pienamente le quote supplementari ed evitare qualsiasi riduzione ai sensi del paragrafo 5.
  • Le quote non assegnate sono ripartite: un terzo per l'assegnazione gratuita supplementare (circa 11 milioni), un terzo messo all'asta con ricavi al Fondo per la modernizzazione, un terzo al Fondo per l'innovazione.
  • Sono creati sotto-parametri di riferimento settoriali per i settori in cui sono documentate divergenze significative, in via prioritaria per i codici NACE 23.20 e 23.31 (vetro piano e vetro cavo).
  • La Commissione deve adottare atti delegati entro 3 mesi e atti di esecuzione entro 6 mesi per definire i criteri e i valori di tali sotto-parametri di riferimento.

Un aggiustamento marginale che ignora la logica del mercato

Il Parlamento ha modificato la proposta della Commissione aumentando la quantità di quote gratuite assegnate tramite i parametri di riferimento per calore e combustibili. Invece di applicare il tasso di riduzione annuo massimo proposto, i deputati hanno preferito utilizzare tutte le quote disponibili (circa 88 milioni) e un terzo delle quote non assegnate (circa 11 milioni) per gonfiare l'assegnazione gratuita. Il tasso di riduzione è ridotto per il 2027-2030 al fine di assorbire queste quote supplementari ed evitare qualsiasi riduzione ai sensi del paragrafo 5. In chiaro, si rinvia lo sforzo di decarbonizzazione offrendo più permessi gratuiti alle industrie interessate.

Così facendo, il Parlamento risponde alle preoccupazioni di alcuni settori industriali, in particolare il vetro piano e il vetro cavo (NACE 23.20 e 23.31), che beneficeranno in via prioritaria di sotto-parametri di riferimento settoriali. Ma crea un precedente pericoloso: ogni settore potrà ormai reclamare il proprio sotto-parametro di riferimento invocando «divergenze significative e chiaramente documentate». La Commissione dovrà stabilire criteri tramite atti delegati entro tre mesi, poi valori tramite atti di esecuzione entro sei mesi. Questo calendario serrato rischia di tradursi in regole su misura per le industrie più influenti, a scapito della semplicità e della parità di trattamento.

Il meccanismo delle quote gratuite è già una distorsione: premia gli impianti più emissivi offrendo loro permessi gratuiti, invece di incentivarli a investire in tecnologie pulite. Aumentando l'assegnazione gratuita, il Parlamento aggrava questa distorsione. I ricavi della messa all'asta di un terzo delle quote non assegnate andranno al Fondo per la modernizzazione, che finanzia in particolare la modernizzazione delle reti di teleriscaldamento, e un altro terzo al Fondo per l'innovazione. Ma questi fondi, gestiti da comitati e agenzie, sfuggono al controllo dei cittadini e delle imprese che pagano. Un approccio fondato sul mercato sarebbe consistito nel lasciare che il prezzo del carbonio facesse il suo ruolo, nel sopprimere progressivamente le quote gratuite e nel compensare i costi con riduzioni fiscali o sovvenzioni dirette alle famiglie e alle imprese, piuttosto che con fondi amministrati.

Chi paga e chi decide?

I beneficiari di questa modifica sono chiaramente identificati: gli impianti di produzione di vetro piano e vetro cavo, e più in generale i settori che riescono a dimostrare «divergenze» rispetto al parametro di riferimento ex ante. I perdenti sono i contribuenti e i consumatori, che sopportano il costo della transizione energetica tramite i prezzi dell'energia e le imposte, nonché le imprese innovative che non hanno accesso a queste quote gratuite e che devono acquistare i loro permessi all'asta. Il Parlamento ha scelto di proteggere gli attori consolidati invece di stimolare l'innovazione.

La procedura legislativa non è terminata: il testo è la posizione del Parlamento in prima lettura e deve ora essere negoziato con gli Stati membri. Questi potrebbero moderare le ambizioni del Parlamento, ma il segnale inviato è chiaro: l'UE preferisce aggiustare le regole al margine invece di rimettere in discussione un sistema che ha già mostrato i suoi limiti. Una vera riforma sarebbe consistita nel sopprimere le quote gratuite per i settori non esposti alla concorrenza internazionale, nell'armonizzare i parametri di riferimento a livello europeo senza sotto-parametri settoriali, e nell'utilizzare i ricavi delle aste per ridurre i prelievi obbligatori. Non è questa la strada scelta.

Allargando le quote gratuite, il Parlamento protegge le industrie più emissive e fa pagare i contribuenti.

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