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Approvato2026-09-16Salute e consumatori

Il Parlamento chiede una strategia europea per la salute delle donne

Testo adottato
A favore39061 %
Contro21834 %
Astensione295 %
Non ha votato00 %
Spiegazione dettagliata

Comprendere il testo adottato

In breve

Il Parlamento europeo ha adottato il 16 settembre 2026 una risoluzione che chiede alla Commissione europea di mettere in atto una strategia dedicata alla salute delle donne. Il testo richiede anche requisiti di sesso e genere nella ricerca, dati disaggregati e finanziamenti europei riservati. Non è una legge: il Parlamento chiede alla Commissione di agire.

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Contesto

Oggi, la ricerca medica e gli studi clinici sono stati a lungo incentrati sugli uomini, e i dati sanitari sono raramente disaggregati per sesso. Risultato: diagnosi più tardive e trattamenti meno adatti per le donne, in particolare per le malattie che colpiscono soprattutto le donne. Il Parlamento ritiene che la salute sia una competenza condivisa e che l'Unione possa coordinare gli sforzi senza sostituirsi agli Stati membri.

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Cosa è stato deciso

  1. 1

    Una strategia europea per la salute delle donneIl Parlamento chiede alla Commissione di sviluppare una strategia specifica per la salute delle donne, integrata nel pilastro europeo dei diritti sociali, con indicatori e obblighi di rendicontazione dei progressi.

  2. 2

    Sesso e genere in tutta la ricercaIl Parlamento chiede che la progettazione delle ricerche prenda in considerazione il sesso e il genere in tutte le fasi, comprese le fasi precliniche e gli studi sugli animali, e che gli studi clinici pubblichino rapporti disaggregati per sesso.

  3. 3

    Dati disaggregati per sesso e genereIl Parlamento chiede alla Commissione di promuovere la raccolta e la pubblicazione di dati disaggregati per sesso e per genere in tutti i progetti finanziati dall'Unione, e che lo spazio europeo dei dati sanitari integri una forte prospettiva di genere.

  4. 4

    Finanziamenti europei riservati e tracciabiliIl Parlamento chiede finanziamenti europei dedicati, riservati e tracciabili per la salute delle donne, le patologie specifiche di genere e la salute sessuale e riproduttiva, in particolare nel prossimo programma Horizon Europe 2028-2034 e nel Fondo europeo per la competitività.

  5. 5

    Formazione degli operatori sanitari ed educazione sessualeIl Parlamento chiede agli Stati membri di integrare una formazione sensibile al genere nei corsi di medicina, infermieristica e ostetricia, e alla Commissione di emanare raccomandazioni su un'educazione sessuale completa conforme agli standard UNESCO.

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Risultato del voto

390A favore218Contro29Astensione

La risoluzione è stata adottata con 390 voti favorevoli, 218 contrari e 29 astensioni durante una votazione elettronica per appello nominale.

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Cosa significa per i cittadini

In concreto, questa risoluzione non crea ancora nuovi diritti. Chiede alla Commissione e agli Stati membri di agire: una strategia europea per la salute delle donne, ricerche che includano entrambi i sessi, dati che permettano di vedere le differenze e denaro europeo destinato alle malattie che colpiscono soprattutto le donne. Se queste richieste saranno seguite, le donne potrebbero beneficiare di diagnosi più rapide e trattamenti più adatti, e gli operatori sanitari sarebbero formati su queste differenze. Il Parlamento chiede anche che i temi della salute delle donne non siano classificati come contenuti sessuali o riservati agli adulti dagli strumenti algoritmici.

Opinion & analysis

Salute delle donne: il Parlamento chiede una strategia, non una nuova legge

Il Parlamento europeo ha adottato il 16 settembre 2026, con 390 voti a favore, 218 contrari e 29 astensioni, una risoluzione che chiede alla Commissione una strategia europea dedicata alla salute delle donne. Non è una legge, ed è proprio questo che rende interessante il testo: non crea alcun nuovo diritto, fissa obiettivi e indica finanziamenti. La vera posta in gioco non è il principio di uguaglianza, che nessuno contesta, ma il modo in cui il denaro pubblico e la ricerca vengono orientati, e chi dovrà rispondere dei risultati.

I punti chiave

  • Il Parlamento chiede una strategia europea per la salute delle donne, con obiettivi misurabili, indicatori comparabili e un monitoraggio pubblico.
  • Chiede che il sesso e il genere siano presi in considerazione in tutta la ricerca finanziata dall'Unione, comprese le fasi precliniche e gli studi sugli animali, e che i dati siano disaggregati per sesso.
  • Chiede finanziamenti europei riservati e tracciabili per la salute delle donne e le patologie legate al sesso, in particolare in Horizon Europe 2028-2034 e nel Fondo europeo per la competitività.
  • La risoluzione invita gli Stati membri ad adattare la formazione degli operatori sanitari e la Commissione a formulare raccomandazioni sull'educazione sessuale completa conforme agli standard UNESCO.

Una risoluzione che sulla carta non costa nulla, ma che orienta il denaro reale

Il testo non crea alcun obbligo giuridico per i sistemi sanitari nazionali: i suoi appelli alla Commissione, agli Stati membri e all'Agenzia europea per i medicinali restano richieste politiche. Ma una risoluzione che chiede finanziamenti riservati e tracciabili non è un esercizio di stile. Dice alla Commissione dove dovrà spendere, e prepara il terreno per i prossimi programmi quadro. Il Parlamento non legifera, prepara il bilancio.

Il meccanismo è semplice: chiedendo che Horizon Europe 2028-2034 e il Fondo europeo per la competitività destinino denaro alla salute delle donne e alle patologie legate al sesso, il Parlamento crea un'attesa politica. Se la Commissione seguirà, saranno riservati crediti a priorità definite qui, e non dai ricercatori stessi. È una differenza di metodo che conta: il denaro pubblico orienta la ricerca, e una priorità politica decisa a Bruxelles può scartare progetti giudicati meno prioritari dagli scienziati.

Il sesso nella ricerca: un'esigenza legittima, un costo da non ignorare

L'argomento di fondo è solido: per decenni la ricerca medica è stata incentrata sull'anatomia maschile, e gli studi sugli animali sono ancora in maggioranza condotti su maschi. Esigere che il sesso biologico sia preso in considerazione nella concezione delle ricerche, anche in fase preclinica, corregge un bias reale. Le donne non sono uomini in piccolo, e da ciò derivano diagnosi tardive.

Ma ogni esigenza ha un costo, e il testo non lo dice. Imporre requisiti di concezione sessuata a tutti i progetti finanziati dall'Unione, con dati disaggregati e relazioni, appesantisce i fascicoli dei team di ricerca, in particolare delle piccole équipe. Il Parlamento chiede anche che l'EMA tenga conto delle differenze di sesso nella valutazione dei generici e delle bioterapie, e che pubblichi linee guida sull'inclusione delle donne incinte e in allattamento. È utile, ma allunga le procedure di autorizzazione. Il rischio non è l'esigenza in sé, è che diventi una casella in più da spuntare, compilata con moduli e non dai ricercatori.

Sulla formazione e sull'educazione sessuale, il testo supera un'altra linea. Invita gli Stati membri a integrare una formazione sensibile al genere nei corsi di medicina, infermieristica e ostetricia, e chiede alla Commissione raccomandazioni su un'educazione sessuale completa conforme agli standard UNESCO. La salute rientra nella competenza nazionale, e il testo lo ricorda. Ma una raccomandazione della Commissione non è mai neutra: diventa un riferimento che le amministrazioni e i finanziatori utilizzano. Un approccio sussidiario sarebbe consistito nel lasciare che gli Stati membri definissero da soli il contenuto dei loro programmi, senza passare da un quadro europeo.

La vera prova: obiettivi vincolanti, non relazioni in più

Il testo chiede una strategia con obiettivi chiari, pubblici, misurabili e accompagnati da un obbligo di rendicontazione, e un sistema di monitoraggio trasparente con indicatori comparabili. È la parte più interessante, e la più fragile. Un obiettivo misurabile ha valore solo se qualcuno risponde del suo fallimento. Ora la risoluzione non prevede alcuna conseguenza se gli obiettivi non vengono raggiunti, se non una rivalutazione delle priorità di finanziamento. È meglio di niente, ma è ancora un meccanismo di relazione, non di responsabilità.

Il Parlamento chiede anche che le organizzazioni della società civile vedano riconosciuto il loro ruolo nei prossimi programmi di finanziamento, e critica la decisione della Commissione di ridurre le sovvenzioni nel programma L'UE per la salute. C'è qui una contraddizione liberale: il denaro pubblico indirizzato verso organizzazioni scelte dall'amministrazione non è salute, è sovvenzione. Un approccio fondato sul mercato sarebbe consistito nel finanziare i pazienti e la ricerca, non le strutture intermedie.

Una risoluzione non crea alcun diritto, ma dice dove andrà il denaro pubblico. È lì che si gioca tutto.

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