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Testi Adottati
Approvato2026-09-16Affari esteri e difesa

Guerra ibrida: il Parlamento vuole una risposta civile e militare coordinata

Testo adottato
A favore47071 %
Contro12920 %
Astensione629 %
Non ha votato00 %
Spiegazione dettagliata

Comprendere il testo adottato

In breve

Il Parlamento europeo ha adottato il 16 settembre 2026 una risoluzione che chiede all'Unione e agli Stati membri di riconoscere che gli atti ibridi possono costituire una forma di guerra, anche senza forze classiche. Esso invita a trattare le operazioni ibride che restano sotto la soglia dei conflitti armati e non possono essere gestite dalle sole forze dell'ordine come questioni di sicurezza collettiva, con una risposta combinata civile e militare. Il testo non è una legge: il Parlamento chiede alla Commissione, al Consiglio e agli Stati membri di agire, ma non crea esso stesso obblighi giuridici.

01

Contesto

Gli attacchi ibridi (cyberattacchi, disinformazione, sabotaggio, pressione sulle infrastrutture) confondono il confine tra guerra e pace. Il Parlamento ritiene che la risposta europea resti troppo reattiva e manchi di capacità di sorveglianza in tempo reale, di attribuzione e di reazione proattiva. La risoluzione adottata è una presa di posizione politica: non sostituisce le leggi esistenti, ma fissa le priorità che il Parlamento vuole vedere applicate dalla Commissione, dal Consiglio, dall'alto rappresentante e dai governi nazionali.

02

Cosa è stato deciso

  1. 1

    Riconoscere gli atti ibridi come possibile guerraIl Parlamento invita l'Unione e gli Stati membri ad ammettere che gli atti ibridi possono costituire una forma di guerra, che siano impiegate o meno forze classiche.

  2. 2

    Trattare le operazioni sotto soglia come sicurezza collettivaEsso chiede alla Commissione e al Consiglio di valutare i quadri giuridici esistenti, di colmare le lacune e di considerare le operazioni ibride che non possono essere gestite dalle sole forze dell'ordine come questioni di sicurezza collettiva che richiedono una risposta civico-militare combinata.

  3. 3

    Rafforzare l'allerta rapida e la confutazione preventivaIl Parlamento chiede un sistema di allerta rapida rafforzato per contrastare la disinformazione in tempo reale, con responsabilità operative chiare, e meccanismi armonizzati di confutazione preventiva e di intervento rapido a livello dell'Unione e con i paesi partner.

  4. 4

    Colpire le reti e i flussi finanziari illecitiEsso invita la Commissione, l'alto rappresentante e gli Stati membri a utilizzare pienamente la cassetta degli attrezzi contro la manipolazione dell'informazione e l'ingerenza straniera e il manuale di deterrenza, anche attraverso un'attribuzione pubblica coordinata e misure restrittive che riguardino non solo gli incidenti isolati, ma anche i flussi finanziari illeciti, le infrastrutture tecniche e le reti di intermediari.

  5. 5

    Integrare le vulnerabilità cognitive nella strategia di sicurezzaIl Parlamento chiede che le vulnerabilità cognitive siano riconosciute e affrontate nella futura strategia di sicurezza dell'Unione e che la Commissione fornisca una mappatura di tali vulnerabilità e criteri di resilienza.

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Risultato del voto

470A favore129Contro62Astensione

La risoluzione è stata adottata con 470 voti favorevoli, 129 contrari e 62 astensioni, durante una votazione elettronica per appello nominale.

04

Cosa significa per i cittadini

Per i cittadini, questo voto non cambia direttamente la legge, ma spinge le istituzioni europee e i governi a proteggere meglio le infrastrutture critiche (energia, sanità, finanza, cavi sottomarini) e a lottare più rapidamente contro la disinformazione e le ingerenze straniere. Esso incoraggia anche una cooperazione rafforzata con partner come il Regno Unito, la Norvegia, il Canada, il Giappone, la Corea del Sud, l'Australia, la Nuova Zelanda e Taiwan, nonché con l'Ucraina, la Moldavia, l'Armenia e il Montenegro per esercitazioni congiunte e formazioni. Il Parlamento chiede infine che le missioni del Centro europeo per la resilienza democratica siano chiaramente definite per evitare duplicazioni.

Opinion & analysis

Guerra ibrida: il Parlamento vuole una risposta civile e militare coordinata

Il Parlamento europeo ha adottato il 16 settembre 2026 una risoluzione che chiede all'Unione e agli Stati membri di riconoscere che gli atti ibridi possono costituire una forma di guerra, anche senza forze classiche. Esso invita a trattare le operazioni che restano sotto la soglia dei conflitti armati e non possono essere gestite dalle sole forze dell'ordine come questioni di sicurezza collettiva, con una risposta combinata civile e militare. Il testo non è una legge: fissa priorità politiche, senza creare obblighi giuridici.

I punti chiave

  • Riconoscere che gli atti ibridi possono costituire una guerra, anche senza forze convenzionali.
  • Trattare le operazioni sotto soglia come questioni di sicurezza collettiva, con una risposta civico-militare.
  • Rafforzare l'allerta rapida e la cassetta degli attrezzi FIMI, anche contro le tecniche cognitive avanzate.
  • Colpire le reti e i flussi finanziari illeciti che sostengono queste campagne.

Una presa di posizione politica, non una legge

La risoluzione adottata con 470 voti a favore, 129 contrari e 62 astensioni non ha forza vincolante. Invita la Commissione, il Consiglio e gli Stati membri ad agire, ma non crea alcun obbligo giuridico. La sua importanza è politica: fissa le priorità che il Parlamento vuole vedere applicate e impegna le istituzioni a rendere conto della loro attuazione.

Il testo chiede all'Unione di riconoscere che gli atti ibridi possono costituire una forma di guerra, che siano impiegate o meno forze classiche. Non si tratta di una clausola di guerra automatica, ma di un invito a considerare queste operazioni come minacce gravi, e non come incidenti isolati.

Una risposta ancora da costruire

Il Parlamento invita a trattare le operazioni ibride che non possono essere gestite dalle sole forze dell'ordine come questioni di sicurezza collettiva, che richiedono una risposta civico-militare combinata. Ciò implica un coordinamento tra servizi di intelligence, forze armate e autorità civili, ma anche un chiarimento delle responsabilità operative.

Chiede un sistema di allerta rapida rafforzato per contrastare la disinformazione in tempo reale, con responsabilità chiare, e meccanismi armonizzati di smentita preventiva e di intervento rapido a livello dell'Unione e con i paesi partner. La cassetta degli attrezzi FIMI dovrebbe includere contromisure contro le tecniche di influenza avanzate, come il controllo riflessivo.

Il testo invita inoltre a colpire non solo gli incidenti isolati, ma anche i flussi finanziari illeciti, le infrastrutture tecniche e le reti di intermediari che sostengono queste campagne. Un approccio che sanziona solo i sintomi lascia intatta la capacità di nuocere.

Riconoscere la guerra ibrida significa rifiutarsi di trattarla come una serie di incidenti isolati.

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