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Approvato2026-09-16Agricoltura e alimentazione

Il Parlamento si oppone all'autorizzazione della soia geneticamente modificata GMB151 x DAS-44406-6

Testo adottato
A favore44269 %
Contro18429 %
Astensione122 %
Non ha votato00 %
Spiegazione dettagliata

Comprendere il testo adottato

In breve

Il Parlamento europeo ha adottato una risoluzione che si oppone al progetto della Commissione di autorizzare l'immissione sul mercato di derrate alimentari, ingredienti alimentari e mangimi contenenti soia geneticamente modificata GMB151 x DAS-44406-6. I deputati chiedono alla Commissione di ritirare il suo progetto e di non autorizzare questa soia, in mancanza di prove sufficienti sul suo impatto a lungo termine. Chiedono anche una riforma della procedura decisionale sugli OGM. Questo voto è la posizione del Parlamento su questo progetto; non si tratta ancora di una legge definitiva.

01

Contesto

La Commissione europea intendeva autorizzare l'importazione e l'immissione sul mercato di questa soia geneticamente modificata, sviluppata per resistere a determinati nematodi e tollerare diversi erbicidi (glufosinate, 2,4-D, glifosato). L'Autorità europea per la sicurezza alimentare ha espresso un parere favorevole il 27 gennaio 2026, ma il Parlamento ritiene che tale parere non copra gli effetti a lungo termine sulla biodiversità, la sicurezza alimentare, i redditi degli agricoltori e la salute animale. Poiché il comitato permanente competente non ha raggiunto una maggioranza qualificata il 10 giugno 2026, il Parlamento ha deciso di opporsi formalmente al progetto.

02

Cosa è stato deciso

  1. 1

    Ritiro del progetto richiestoIl Parlamento chiede alla Commissione di ritirare il suo progetto di decisione di esecuzione che autorizza questa soia geneticamente modificata.

  2. 2

    Nessuna autorizzazione senza proveChiede alla Commissione di non autorizzare la soia, in assenza di prove sufficienti sulla sua incidenza a lungo termine sulla biodiversità, la sicurezza degli alimenti, i mezzi di sussistenza degli agricoltori e la salute animale, secondo l'approccio «One Health».

  3. 3

    Riforma della procedura OGMChiede alla Commissione di presentare senza indugio una proposta legislativa per riformare la procedura decisionale sugli OGM, al fine di rispondere alle sue ripetute obiezioni e all'assenza di maggioranza qualificata tra gli Stati membri.

  4. 4

    Eccesso di competenzeIl Parlamento ritiene che il progetto della Commissione ecceda le competenze di esecuzione previste dalla regolamentazione sulle derrate alimentari e sui mangimi geneticamente modificati.

  5. 5

    Incompatibilità con il dirittoRitiene che il progetto non sia conforme al diritto dell'Unione perché è incompatibile con l'obiettivo di garantire un elevato livello di protezione della vita e della salute umane, della salute e del benessere degli animali, dell'ambiente e degli interessi dei consumatori.

03

Risultato del voto

442A favore184Contro12Astensione

Il Parlamento ha adottato la risoluzione con 442 voti favorevoli, 184 contrari e 12 astensioni.

04

Cosa significa per i cittadini

Questo voto significa che la soia geneticamente modificata GMB151 x DAS-44406-6 non sarà autorizzata all'immissione sul mercato per il momento, a meno che la Commissione non ignori l'opposizione del Parlamento. Per i consumatori, ciò riduce il rischio che derrate alimentari o mangimi contenenti questa soia arrivino sul mercato europeo senza una valutazione più approfondita degli effetti a lungo termine. Per gli agricoltori, ciò mantiene il divieto di importare prodotti derivati da piante tolleranti a erbicidi vietati nell'Unione, come il glufosinate. Il Parlamento chiede anche una riforma della procedura per evitare che questo tipo di autorizzazione venga deciso senza maggioranza qualificata degli Stati membri.

Opinion & analysis

Soia OGM: il Parlamento rifiuta di firmare un assegno in bianco

Il Parlamento europeo ha adottato con 442 voti contro 184 un'obiezione al progetto della Commissione di autorizzare la soia geneticamente modificata GMB151 x DAS-44406-6. Non si tratta di un dibattito sulla scienza, ma sulla procedura: un'autorizzazione decisa senza maggioranza qualificata degli Stati membri, sulla base di una valutazione che non copre né gli effetti a lungo termine né gli erbicidi vietati nell'Unione.

I punti chiave

  • Il Parlamento chiede alla Commissione di ritirare il suo progetto e di non autorizzare questa soia, in mancanza di prove sufficienti sul suo impatto a lungo termine.
  • Ritiene che il progetto ecceda le competenze di esecuzione previste dal regolamento (CE) n. 1829/2003 e contraddica l'obiettivo di un elevato livello di protezione della salute e dell'ambiente.
  • Chiede una riforma della procedura OGM per uscire dallo stallo: il comitato permanente non ha raggiunto una maggioranza qualificata il 10 giugno 2026.
  • Questo voto è un'obiezione politica, non una legge definitiva: la Commissione può ignorarla, ma dovrà assumersi la responsabilità dell'autorizzazione.

Un'autorizzazione senza maggioranza, una responsabilità senza titolare

Il meccanismo è semplice ed è il vero tema. Quando il comitato permanente non raggiunge una maggioranza qualificata, la Commissione autorizza per default. Nessuno ha votato a favore, ma il prodotto entra. Il Parlamento contesta questo meccanismo: ritiene che il progetto di decisione ecceda le competenze di esecuzione del regolamento (CE) n. 1829/2003, perché non garantisce il livello elevato di protezione che tale regolamento esige.

La soia in questione combina due eventi di trasformazione ed esprime cinque proteine (Cry14Ab-1, HPPD-4, PAT, AAD-12, 2mEPSPS) per resistere ai nematodi e tollerare il glufosinate, il 2,4-D e il glifosato. L'EFSA ha emesso un parere favorevole il 27 gennaio 2026, ma ha essa stessa indicato che gli effetti cumulati e socioeconomici non rientravano nella sua competenza. Il Parlamento ne trae la conseguenza: senza uno studio tossicologico a lungo termine, l'autorizzazione si basa su una valutazione parziale.

Il glufosinate è classificato tossico per la riproduzione 1B e vietato nell'Unione. Autorizzare l'importazione di piante rese tolleranti a questo erbicida crea una concorrenza sleale per gli agricoltori europei, che non possono utilizzarlo. Non è una questione di principio astratto: è un costo diretto per chi produce secondo le regole europee.

Riformare la procedura invece di aggirare il Parlamento

Il Parlamento non chiede soltanto il ritiro di questo progetto. Chiede una proposta legislativa per riformare la procedura decisionale sugli OGM. È la parte più utile del testo: finché l'assenza di maggioranza qualificata vale come via libera, il dibattito si ripeterà a ogni dossier, e la Commissione si assumerà da sola una responsabilità che nessun voto ha convalidato.

Una riforma conforme al principio di sussidiarietà dovrebbe rendere la decisione esplicita: o una maggioranza qualificata si assume l'autorizzazione, oppure l'autorizzazione è rifiutata. Allo stato attuale, il contribuente e il consumatore subiscono una scelta che nessuno ha difeso. Il costo dell'incertezza è reale per gli importatori e gli allevatori, che non sanno su quale piede ballare da un dossier all'altro.

Il voto (442 a favore, 184 contro, 12 astensioni) non è un rifiuto della scienza. È un rifiuto della finzione procedurale. La Commissione può ignorare questa obiezione. Dovrà allora spiegare perché autorizza una soia la cui valutazione non copre né gli effetti cumulati né gli erbicidi che essa stessa vieta.

Un'autorizzazione senza maggioranza non è una decisione: è una negazione di responsabilità.

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