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Approvato2026-09-16Agricoltura e alimentazione

Il Parlamento si oppone all'autorizzazione della soia geneticamente modificata MON 94313

Testo adottato
A favore45770 %
Contro18428 %
Astensione102 %
Non ha votato00 %
Spiegazione dettagliata

Comprendere il testo adottato

In breve

Il Parlamento europeo ha votato contro il progetto della Commissione di autorizzare l'immissione sul mercato della soia geneticamente modificata MON 94313 per l'alimentazione umana e animale. Chiede alla Commissione di ritirare il suo progetto e di non autorizzare questa soia. Questa è la posizione del Parlamento su questo progetto di decisione; la Commissione non è obbligata a seguirla, ma dovrà motivare la sua decisione.

01

Contesto

La Commissione europea aveva proposto di autorizzare l'importazione e la vendita di prodotti alimentari, ingredienti alimentari e mangimi contenenti soia geneticamente modificata MON 94313, sviluppata da Bayer per tollerare diversi erbicidi tra cui dicamba, glufosinate, 2,4-D e mesotrione. L'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) aveva espresso un parere favorevole il 21 gennaio 2026, ma il Parlamento ritiene che tale parere non copra gli effetti a lungo termine sulla biodiversità, la sicurezza alimentare, i mezzi di sussistenza degli agricoltori e la salute animale. Il 10 giugno 2026, il comitato permanente competente non ha espresso alcun parere, il che ha indotto la Commissione a proseguire la procedura.

02

Cosa è stato deciso

  1. 1

    Ritiro del progetto di autorizzazioneIl Parlamento chiede alla Commissione di ritirare il suo progetto di decisione che autorizza l'immissione sul mercato della soia MON 94313.

  2. 2

    Nessuna autorizzazione senza prove sufficientiIl Parlamento chiede alla Commissione di non autorizzare questa soia, in mancanza di prove sufficienti sul suo impatto a lungo termine sulla biodiversità, la sicurezza alimentare, i mezzi di sussistenza degli agricoltori e la salute animale, secondo l'approccio «One Health».

  3. 3

    Riforma della procedura OGMIl Parlamento chiede alla Commissione di presentare senza indugio una proposta legislativa per riformare la procedura decisionale sugli OGM, al fine di rispondere alle sue ripetute obiezioni e all'assenza di maggioranza qualificata in seno agli Stati membri.

  4. 4

    Incompatibilità con il diritto dell'UnioneIl Parlamento ritiene che il progetto della Commissione ecceda le competenze di esecuzione previste dal regolamento sugli alimenti e i mangimi geneticamente modificati e che sia incompatibile con l'obiettivo di tale regolamento, che è garantire un elevato livello di protezione della vita e della salute umane, della salute e del benessere degli animali, dell'ambiente e degli interessi dei consumatori.

  5. 5

    Concorrenza sleale per gli agricoltoriIl Parlamento sottolinea che l'autorizzazione a importare prodotti derivati da piante geneticamente modificate tolleranti a erbicidi vietati nell'Unione, come il glufosinate, è incompatibile con gli impegni internazionali dell'Unione e crea condizioni di concorrenza ineguali per gli agricoltori europei.

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Risultato del voto

457A favore184Contro10Astensione

Il Parlamento ha adottato questa risoluzione con 457 voti favorevoli, 184 contrari e 10 astensioni, durante una votazione elettronica per appello nominale.

04

Cosa significa per i cittadini

In concreto, la soia MON 94313 non è ancora autorizzata nell'Unione europea. Il Parlamento chiede alla Commissione di non autorizzarla, ma la Commissione non è tenuta a seguire questo parere. Se la Commissione decidesse di autorizzare questa soia nonostante l'opposizione del Parlamento, i cittadini potrebbero vedere arrivare sul mercato europeo alimenti e mangimi contenenti questa soia, senza che il Parlamento possa opporvisi con un veto. Il Parlamento chiede anche una riforma della procedura affinché tali decisioni siano più trasparenti e tengano maggiormente conto delle preoccupazioni dei cittadini e degli agricoltori.

Opinion & analysis

Soia MON 94313: il Parlamento dice no, la Commissione decide da sola

Il Parlamento europeo ha adottato con 457 voti contro 184 e 10 astensioni una risoluzione che chiede alla Commissione di ritirare il suo progetto di autorizzazione della soia geneticamente modificata MON 94313. Non è un veto: la Commissione non è tenuta a seguire questo parere. Ma lo scarto tra un Parlamento eletto e una decisione di esecuzione presa senza maggioranza qualificata degli Stati membri dice qualcosa del modo in cui l'Unione decide le questioni che toccano il piatto dei cittadini e il reddito degli agricoltori.

I punti chiave

  • Il Parlamento chiede il ritiro del progetto di decisione che autorizza la soia MON 94313 e invita la Commissione a non autorizzarla.
  • Lo giudica incompatibile con l'obiettivo del regolamento 1829/2003: un livello elevato di protezione della salute umana e animale, dell'ambiente e dei consumatori.
  • Chiede una riforma della procedura OGM, bloccata dall'assenza di maggioranza qualificata in seno al comitato permanente dal 10 giugno 2026.
  • La Commissione non è vincolata da questa risoluzione: dovrà motivare la sua decisione, ma può autorizzare la soia nonostante l'opposizione del Parlamento.

Un'obiezione di merito, non un capriccio istituzionale

Il Parlamento non contesta la procedura per la forma. Contesta il merito: il parere favorevole dell'EFSA del 21 gennaio 2026 non copre né gli effetti a lungo termine sulla biodiversità, né gli effetti cumulati dei residui di erbicidi, né i mezzi di sussistenza degli agricoltori. Ora, il regolamento 1829/2003 fissa un obiettivo di protezione elevata, non un obiettivo di rilascio rapido. Se la valutazione non copre ciò che la legge protegge, l'autorizzazione eccede le competenze di esecuzione. È il senso dell'articolo 1 della risoluzione, ed è giuridicamente serio.

La soia MON 94313 è resa tollerante al dicamba, al glufosinate, al 2,4-D e al mesotrione. Il glufosinate è classificato tossico per la riproduzione 1B e la sua autorizzazione nell'Unione è scaduta il 31 luglio 2018. Autorizzare l'importazione di derrate prodotte con un erbicida vietato da noi significa accettare che la regola europea si fermi alla frontiera per i produttori stranieri, imponendola invece ai nostri. Il Parlamento lo dice senza giri di parole: condizioni di concorrenza ineguali per gli agricoltori dell'Unione.

Il vero problema: una procedura che decide senza maggioranza

Il comitato permanente non ha reso alcun parere il 10 giugno 2026. In questo caso, la Commissione prosegue la procedura e decide da sola. Questo meccanismo ha una conseguenza semplice: una decisione di esecuzione che impegna l'alimentazione di 450 milioni di consumatori e il reddito di milioni di agricoltori può essere presa senza maggioranza qualificata di Stati membri, e il Parlamento ha solo un diritto di obiezione politica, non un veto. Il Parlamento chiede una riforma di questa procedura: è la parte più utile della sua risoluzione, perché tocca il cuore del deficit di responsabilità.

La Commissione non è obbligata a seguire l'obiezione. Dovrà motivare la sua decisione, ma può autorizzare la soia. I cittadini vedranno allora arrivare alimenti e mangimi contenenti questa soia senza che i loro rappresentanti eletti abbiano potuto opporvisi. Non è un dettaglio democratico: è la differenza tra un'autorità che rende conto e una tecnocrazia che esegue.

Una decisione che impegna il piatto dei cittadini non dovrebbe poter essere presa senza maggioranza qualificata né senza una risposta politica chiara.

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