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Testi Adottati
Approvato2026-07-08Affari esteri e difesa

L'Ucraina deve ricevere più armi e garanzie di sicurezza, afferma il Parlamento

Testo adottato
A favore46070 %
Contro13621 %
Astensione599 %
Non ha votato00 %
Spiegazione dettagliata

Comprendere il testo adottato

In breve

Il Parlamento europeo ha adottato una risoluzione che condanna la guerra condotta dalla Russia contro l'Ucraina e chiede che l'Unione e i suoi Stati membri aumentino il loro aiuto militare a Kiev, in particolare sistemi di difesa aerea e missili a lungo raggio. Il testo chiede anche garanzie di sicurezza solide e giuridicamente vincolanti per l'Ucraina, nonché il ritiro immediato e incondizionato di tutte le forze russe dal territorio ucraino. Il Parlamento chiede alla Commissione di agire; non è una legge.

01

Contesto

Ogni anno, la Commissione pubblica una relazione sull'Ucraina che serve come base per un dibattito al Parlamento. Questa relazione è un documento di monitoraggio: non propone alcuna misura legislativa vincolante. Il Parlamento ha quindi adottato la propria posizione politica sulla situazione in Ucraina e sulla risposta che l'Unione europea dovrebbe dare.

02

Cosa è stato deciso

  1. 1

    Ritiro russo richiestoIl Parlamento esige che la Russia cessi immediatamente e incondizionatamente tutte le sue attività militari in Ucraina e ritiri tutte le sue forze e tutto il suo materiale militare dall'intero territorio ucraino, comprese le sue acque territoriali.

  2. 2

    Più armi per KievEsso invita l'Unione e gli Stati membri ad aumentare la loro assistenza militare all'Ucraina, in particolare sistemi di difesa aerea (Patriot, SAMP/T, NASAMS, IRIS-T, HAWK) e capacità di attacco in profondità. Esorta in particolare la Germania a fornire missili Taurus a lungo raggio.

  3. 3

    Garanzie di sicurezza vincolantiIl Parlamento chiede garanzie di sicurezza solide e giuridicamente vincolanti per l'Ucraina, equivalenti a quelle dell'articolo 5 del trattato di Washington e dell'articolo 42, paragrafo 7, del trattato sull'Unione europea, non appena lo stato di guerra sarà ufficialmente terminato.

  4. 4

    Zona di protezione aereaEsso chiede a una coalizione di Stati membri volontari di studiare la creazione di una zona di protezione aerea integrata a scopo difensivo, guidata dall'Europa, che potrebbe schierare pattuglie aeree di combattimento sopra le zone non contese dell'Ucraina.

  5. 5

    Pressione sulla RussiaIl Parlamento condanna l'allentamento parziale delle sanzioni americane contro la Russia e denuncia la posizione degli Stati Uniti consistente nel subordinare le loro garanzie di sicurezza al ritiro dell'Ucraina dal Donbass. Esso chiede una pace giusta e duratura, con riparazioni russe e responsabilità per i crimini di guerra.

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Risultato del voto

460A favore136Contro59Astensione

La risoluzione è stata adottata con 460 voti favorevoli, 136 contrari e 59 astensioni durante una votazione elettronica per appello nominale.

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Cosa significa per i cittadini

Questo voto non impone alcun obbligo giuridico agli Stati membri né alle istituzioni europee. Esso esprime la posizione politica del Parlamento europeo sulla guerra in Ucraina e su quella che dovrebbe essere la risposta dell'Unione. Concretamente, esso chiede di inviare più armi all'Ucraina, compresi sistemi di difesa aerea e missili a lungo raggio, e di preparare garanzie di sicurezza per il dopoguerra. Esso chiede anche che l'Ucraina sia associata a qualsiasi decisione che la riguardi e che l'Europa partecipi ai negoziati di pace. Il Parlamento chiede alla Commissione e agli Stati membri di agire; non è una legge.

Opinion & analysis

Ucraina: più armi, garanzie e un risveglio europeo

L'8 luglio 2026 il Parlamento europeo ha adottato con 460 voti favorevoli, 136 contrari e 59 astensioni una risoluzione che esige il ritiro immediato e incondizionato delle forze russe dall'Ucraina e invita l'Unione e i suoi Stati membri ad aumentare massicciamente gli aiuti militari a Kiev, compresi sistemi di difesa aerea e missili a lungo raggio. Non è una legge: è una posizione politica. Ma dice una cosa semplice: l'Europa deve smettere di considerare il coraggio ucraino come un dato di fatto e cominciare a finanziarlo come un investimento nella propria sicurezza.

I punti chiave

  • Il Parlamento chiede il ritiro russo da tutto il territorio ucraino, comprese le acque territoriali, e riafferma il non riconoscimento della Crimea occupata.
  • Chiede un aumento significativo degli aiuti militari, con sistemi Patriot, SAMP/T, NASAMS, IRIS-T e HAWK, nonché capacità di attacco in profondità; alla Germania è esplicitamente richiesto di fornire missili Taurus.
  • Chiede garanzie di sicurezza giuridicamente vincolanti per l'Ucraina, equivalenti all'articolo 5 del trattato di Washington e all'articolo 42, paragrafo 7, del trattato sull'Unione europea, dalla fine ufficiale dello stato di guerra.
  • Condanna l'allentamento parziale delle sanzioni americane contro la Russia e la posizione degli Stati Uniti che subordinano le loro garanzie di sicurezza al ritiro ucraino dal Donbass.

Il prezzo del coraggio e il costo dell'attesa

Il Parlamento constata una riduzione del 99% degli aiuti militari americani nel 2025. Non è un'astrazione: è il segnale inviato a Mosca che il tempo lavora per lei. In risposta, la risoluzione chiede di accelerare e aumentare la fornitura di armi e munizioni, e sottolinea che l'Unione e i suoi Stati membri sono già il principale fornitore di sostegno finanziario e militare all'Ucraina. Il meccanismo è semplice: se gli aiuti diminuiscono, diminuisce la capacità dell'Ucraina di difendersi, e la Russia non ha alcun motivo di negoziare. Se gli aiuti aumentano in modo prevedibile, i rapporti di forza cambiano e la diplomazia diventa possibile.

Il testo esorta in particolare la Germania a fornire missili Taurus a lungo raggio, e gli altri Stati membri a dotare l'Ucraina di sistemi di difesa aerea supplementari. Per un cittadino europeo, questo significa che la protezione del proprio spazio aereo comincia in Ucraina. Ogni missile intercettato sopra Kiev è un missile che non minaccia Varsavia o Berlino. Il costo dell'attesa, invece, si misura in vite ucraine e in rischi accresciuti per l'Europa.

Garanzie di sicurezza: il momento della verità per l'Europa della difesa

La risoluzione chiede garanzie di sicurezza solide e giuridicamente vincolanti per l'Ucraina, equivalenti a quelle dell'articolo 5 del trattato di Washington e dell'articolo 42, paragrafo 7, del trattato sull'Unione europea, non appena lo stato di guerra sarà ufficialmente terminato. Chiede inoltre a una coalizione di Stati membri volontari di studiare una zona di protezione aerea integrata a vocazione difensiva, guidata dall'Europa, con pattugliamenti aerei da combattimento sopra le zone non contese dell'Ucraina. Non sono impegni vincolanti, ma orientamenti politici. La loro attuazione dipenderà dalla volontà degli Stati membri, e è qui che sta il problema: le garanzie di sicurezza hanno valore solo se sono credibili, e sono credibili solo se le capacità militari europee seguono.

Il Parlamento invita la Commissione e gli Stati membri a valutare la nomina di un negoziatore europeo di alto livello con un mandato chiaro. Ricorda che nessuno decide sull'Ucraina senza l'Ucraina, né sull'Europa senza l'Europa. Questa formula è giusta, ma esige che l'Europa parli con una sola voce. Ora, le divisioni nazionali sull'invio di armi o sulle garanzie di sicurezza indeboliscono la posizione europea. Un approccio fondato sulla sussidiarietà e sul mercato sarebbe qui più efficace: lasciare che gli Stati membri che lo desiderano avanzino insieme, senza attendere l'unanimità, e lasciare che l'industria della difesa europea produca più rapidamente riducendo gli ostacoli normativi. La BITDE, menzionata nel testo, è un passo in questa direzione, ma resta troppo lenta e troppo burocratica per rispondere all'urgenza.

Sanzioni, disinformazione e responsabilità

Il Parlamento condanna l'allentamento parziale delle sanzioni americane contro la Russia e la posizione degli Stati Uniti consistente nel subordinare le loro garanzie di sicurezza al ritiro dell'Ucraina dal Donbass. Chiede di estendere le liste di sanzioni individuali e di ritenere le piattaforme di social network responsabili della diffusione di contenuti dannosi, mediante un'applicazione rigorosa del regolamento sui servizi digitali. Quest'ultimo punto merita attenzione: affidare a piattaforme private il compito di filtrare la propaganda di Stato russa può ritorcersi contro la libertà di espressione. La lotta alla disinformazione deve restare nel quadro della legge, non in quello della censura privata. La vera leva è la trasparenza dei finanziamenti e la repressione penale delle reti di propaganda, non la delega della censura a delle imprese.

L'Europa non può chiedere all'Ucraina di battersi per lei e negarle i mezzi per farlo.

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