Il Parlamento europeo ha votato un'obiezione alla decisione della Commissione che autorizzava l'immissione sul mercato del mais geneticamente modificato DP202216 x NK603 x DAS-40278-9 e delle sue sotto-combinazioni. Ritiene che tale autorizzazione ecceda i poteri di esecuzione previsti dalla legge europea sugli alimenti e mangimi geneticamente modificati e chiede alla Commissione di abrogarla. Chiede inoltre di non autorizzare più l'importazione di colture geneticamente modificate tolleranti agli erbicidi. Questo voto non è una posizione negoziale: è un'obiezione politica che chiede alla Commissione di tornare sulla sua decisione.
La Commissione aveva autorizzato il 29 giugno 2026, con una decisione di esecuzione, l'immissione sul mercato di prodotti contenenti mais geneticamente modificato DP202216 x NK603 x DAS-40278-9 e le sue sotto-combinazioni, per l'alimentazione umana e animale e altri usi, ad eccezione della coltivazione. Questa autorizzazione fa seguito a un parere favorevole dell'Autorità europea per la sicurezza alimentare reso il 30 ottobre 2025 e pubblicato il 5 dicembre 2025. Il Parlamento contesta questa decisione: ritiene che ecceda le competenze di esecuzione previste dalla normativa e che non sia compatibile con l'obiettivo di un elevato livello di protezione della salute umana e animale, dell'ambiente e degli interessi dei consumatori.
Richiesta di abrogazione dell'autorizzazioneIl Parlamento chiede alla Commissione di abrogare la sua decisione di esecuzione (UE) 2026/1443 che autorizzava l'immissione sul mercato del mais geneticamente modificato DP202216 x NK603 x DAS-40278-9 e delle sue sotto-combinazioni.
Rifiuto di nuove importazioniIl Parlamento invita la Commissione a non autorizzare l'importazione di colture geneticamente modificate tolleranti agli erbicidi, poiché ciò aumenterebbe l'uso di erbicidi complementari e i rischi per la biodiversità, la sicurezza alimentare e la salute dei lavoratori.
Superamento dei poteri di esecuzioneIl Parlamento ritiene che la decisione della Commissione ecceda le competenze di esecuzione previste dal regolamento (CE) n. 1829/2003 sugli alimenti e mangimi geneticamente modificati.
Incompatibilità con il diritto dell'UnioneIl Parlamento ritiene che la decisione non sia conforme al diritto dell'Unione poiché non rispetta l'obiettivo di un elevato livello di protezione della vita e della salute umane, della salute e del benessere degli animali, dell'ambiente e degli interessi dei consumatori.
Il Parlamento ha adottato questa obiezione con 417 voti favorevoli, 167 contrari e 15 astensioni durante una votazione elettronica per appello nominale.
In concreto, il mais geneticamente modificato DP202216 x NK603 x DAS-40278-9 e le sue sotto-combinazioni restano per ora autorizzati all'immissione sul mercato nell'Unione, poiché il Parlamento non può annullare da solo la decisione della Commissione: le chiede di abrogarla. Se la Commissione darà seguito, questi prodotti non potranno più essere importati né utilizzati nell'alimentazione umana e animale. Il Parlamento chiede inoltre che, in futuro, le colture geneticamente modificate tolleranti agli erbicidi non siano più autorizzate all'importazione, il che riguarda direttamente gli alimenti importati e l'uso di erbicidi nei paesi produttori. Questa obiezione è una richiesta politica: non obbliga giuridicamente la Commissione a ritirare la sua autorizzazione.
Il Parlamento europeo ha adottato un'obiezione alla decisione di esecuzione (UE) 2026/1443 che autorizzava l'immissione sul mercato del mais geneticamente modificato DP202216 x NK603 x DAS-40278-9 e delle sue sotto-combinazioni. Con 417 voti a favore, 167 contrari e 15 astensioni, chiede alla Commissione di abrogare questa autorizzazione e di non autorizzare più l'importazione di colture tolleranti agli erbicidi. Ma questa obiezione non annulla la decisione: resta un appello politico, e la Commissione può mantenere la sua autorizzazione.
Il Parlamento non può annullare una decisione di esecuzione della Commissione. La sua obiezione, prevista dal regolamento (CE) n. 1829/2003, gli consente solo di chiedere alla Commissione di rivedere la sua posizione. La Commissione non è tenuta a seguire questo parere. In pratica, il mais DP202216 x NK603 x DAS-40278-9 resta autorizzato all'immissione sul mercato nell'Unione finché la Commissione non ritira la sua decisione.
Questa situazione illustra uno squilibrio: la Commissione autorizza, il Parlamento protesta, e i cittadini continuano a consumare prodotti la cui sicurezza a lungo termine non è stata valutata. Il Parlamento chiede anche che la Commissione spieghi, per ogni progetto di atto, come rispetta il principio di «non nuocere». Un'esigenza di trasparenza che non costa nulla a nessuno, tranne a coloro che preferiscono decidere senza rendere conto.
Il Parlamento mette in luce una conseguenza concreta: le colture geneticamente modificate tolleranti agli erbicidi aumentano l'uso di erbicidi complementari, perché le erbe infestanti sviluppano a loro volta resistenze. Gli agricoltori si ritrovano intrappolati in una dipendenza da questi prodotti, con costi crescenti e rischi per la biodiversità e la salute dei lavoratori. La richiesta del Parlamento di non autorizzare più queste importazioni è un segnale forte, ma resta senza effetto vincolante.
La Commissione, dal canto suo, ha riconosciuto già nel 2020 che le autorizzazioni OGM dovevano tenere conto della sostenibilità. Continua tuttavia ad autorizzare colture che vanno contro questo obiettivo. Il Parlamento chiede ancora una volta che si tenga conto degli obblighi internazionali dell'Unione, come l'accordo di Parigi o la convenzione sulla diversità biologica. Un approccio più coerente consisterebbe nel subordinare ogni autorizzazione a una valutazione indipendente degli effetti cumulati e a lungo termine, e nel lasciare agli Stati membri la decisione sulla propria politica agricola.
Un'obiezione senza effetto obbligatorio: il Parlamento parla, la Commissione autorizza.
Il Parlamento europeo ha adottato un'obiezione alla decisione di esecuzione (UE) 2026/1443 che autorizzava l'immissione sul mercato del mais geneticamente modificato DP202216 x NK603 x DAS-40278-9 e delle sue sotto-combinazioni. Con 417 voti a favore, 167 contrari e 15 astensioni, chiede alla Commissione di abrogare questa autorizzazione e di non autorizzare più l'importazione di colture tolleranti agli erbicidi. Ma questa obiezione non annulla la decisione: resta un appello politico, e la Commissione può mantenere la sua autorizzazione.
Il Parlamento non può annullare una decisione di esecuzione della Commissione. La sua obiezione, prevista dal regolamento (CE) n. 1829/2003, gli consente solo di chiedere alla Commissione di rivedere la sua posizione. La Commissione non è tenuta a seguire questo parere. In pratica, il mais DP202216 x NK603 x DAS-40278-9 resta autorizzato all'immissione sul mercato nell'Unione finché la Commissione non ritira la sua decisione.
Questa situazione illustra uno squilibrio: la Commissione autorizza, il Parlamento protesta, e i cittadini continuano a consumare prodotti la cui sicurezza a lungo termine non è stata valutata. Il Parlamento chiede anche che la Commissione spieghi, per ogni progetto di atto, come rispetta il principio di «non nuocere». Un'esigenza di trasparenza che non costa nulla a nessuno, tranne a coloro che preferiscono decidere senza rendere conto.
Il Parlamento mette in luce una conseguenza concreta: le colture geneticamente modificate tolleranti agli erbicidi aumentano l'uso di erbicidi complementari, perché le erbe infestanti sviluppano a loro volta resistenze. Gli agricoltori si ritrovano intrappolati in una dipendenza da questi prodotti, con costi crescenti e rischi per la biodiversità e la salute dei lavoratori. La richiesta del Parlamento di non autorizzare più queste importazioni è un segnale forte, ma resta senza effetto vincolante.
La Commissione, dal canto suo, ha riconosciuto già nel 2020 che le autorizzazioni OGM dovevano tenere conto della sostenibilità. Continua tuttavia ad autorizzare colture che vanno contro questo obiettivo. Il Parlamento chiede ancora una volta che si tenga conto degli obblighi internazionali dell'Unione, come l'accordo di Parigi o la convenzione sulla diversità biologica. Un approccio più coerente consisterebbe nel subordinare ogni autorizzazione a una valutazione indipendente degli effetti cumulati e a lungo termine, e nel lasciare agli Stati membri la decisione sulla propria politica agricola.
Un'obiezione senza effetto obbligatorio: il Parlamento parla, la Commissione autorizza.