Il Parlamento europeo ha adottato una risoluzione che chiede alla Commissione europea di ritirare la sua autorizzazione all'immissione sul mercato della soia geneticamente modificata MON 87705, destinata all'alimentazione umana e animale. I deputati ritengono che questa autorizzazione ecceda i poteri di esecuzione previsti dalla legge europea sugli alimenti e i mangimi geneticamente modificati e che non sia conforme al diritto dell'Unione. Il Parlamento chiede inoltre alla Commissione di non autorizzare più l'importazione di colture geneticamente modificate tolleranti agli erbicidi. Questa risoluzione è un'obiezione politica: non ritira da sola l'autorizzazione, e la Commissione deve decidere se abrogare o meno la sua decisione.
La Commissione europea aveva rinnovato il 29 giugno 2026 l'autorizzazione all'immissione sul mercato della soia MON 87705, una varietà tollerante al glifosato e con contenuto accresciuto di acido oleico, per l'alimentazione umana e animale. Questa autorizzazione si basava su un parere favorevole dell'Autorità europea per la sicurezza alimentare pubblicato il 12 gennaio 2026. Il Parlamento europeo contesta questa decisione da diversi anni, invocando i limiti delle valutazioni scientifiche, l'assenza di studi tossicologici a lungo termine e gli effetti dell'uso accresciuto di erbicidi sulla biodiversità e sulla salute. Il 27 aprile 2026, il comitato permanente competente non ha raggiunto una maggioranza qualificata di Stati membri a favore dell'autorizzazione.
Richiesta di abrogazione dell'autorizzazioneIl Parlamento chiede alla Commissione di abrogare la sua decisione del 29 giugno 2026 che rinnova l'autorizzazione della soia MON 87705. Questa richiesta è indirizzata alla Commissione e non ritira da sola l'autorizzazione.
Superamento dei poteri di esecuzioneIl Parlamento ritiene che la decisione della Commissione ecceda i poteri di esecuzione previsti dalla regolamentazione europea sugli alimenti e i mangimi geneticamente modificati.
Non conformità al diritto dell'UnioneIl Parlamento ritiene che la decisione non sia compatibile con l'obiettivo di questa regolamentazione, che è di assicurare un elevato livello di protezione della vita e della salute delle persone, della salute e del benessere degli animali, dell'ambiente e degli interessi dei consumatori, garantendo al contempo il buon funzionamento del mercato interno.
Opposizione alle colture tolleranti agli erbicidiIl Parlamento invita la Commissione a non autorizzare l'importazione di colture geneticamente modificate tolleranti agli erbicidi, poiché ciò aumenterebbe l'uso di erbicidi complementari e i rischi per la biodiversità, la sicurezza alimentare e la salute dei lavoratori.
Rispetto degli impegni internazionaliIl Parlamento chiede alla Commissione di tenere conto degli obblighi dell'Unione derivanti da accordi internazionali come l'accordo di Parigi sul clima, la convenzione sulla diversità biologica e gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni unite, e di allegare a ogni progetto di atto di esecuzione una relazione che spieghi come rispetta il principio di non nuocere.
La risoluzione è stata adottata con 466 voti favorevoli, 175 voti contrari e 16 astensioni durante un voto elettronico per appello nominale.
In concreto, l'autorizzazione della soia MON 87705 resta in vigore finché la Commissione non la abroga. Il Parlamento esercita una pressione politica affinché la Commissione torni su questa decisione e cambi la sua prassi in materia di autorizzazione delle colture geneticamente modificate tolleranti agli erbicidi. Per i consumatori, ciò significa che la presenza di questa soia negli alimenti e nei mangimi importati nell'Unione non è vietata in questa fase. Per gli agricoltori e le imprese, le regole di importazione ed etichettatura restano invariate fino a un'eventuale decisione della Commissione.
Il Parlamento europeo ha votato con 466 voti favorevoli, 175 contrari e 16 astensioni una risoluzione che chiede alla Commissione di abrogare l'autorizzazione della soia geneticamente modificata MON 87705, rinnovata il 29 giugno 2026. Tale autorizzazione resta in vigore finché la Commissione non la ritira. La vera posta in gioco non è la soia, ma il potere discrezionale di una Commissione che autorizza senza maggioranza qualificata di Stati membri e senza rispondere delle proprie scelte davanti agli elettori.
La decisione della Commissione si basa su un parere favorevole dell'EFSA del 12 gennaio 2026, ma il comitato permanente non ha trovato una maggioranza qualificata. In un'Unione in cui le decisioni di esecuzione vincolano i cittadini, autorizzare un prodotto senza una maggioranza chiara equivale a far ricadere il rischio sui consumatori e sugli agricoltori, senza che nessun eletto debba risponderne. Il Parlamento, dal canto suo, ha votato: 466 favorevoli, 175 contrari, 16 astensioni. Questa maggioranza politica dovrebbe pesare.
Il meccanismo è semplice: la risoluzione è un'obiezione politica. Non sospende l'autorizzazione. La Commissione può ignorare il Parlamento, e la soia MON 87705 continua a entrare nell'Unione. Per le imprese, l'incertezza rimane: le regole di importazione ed etichettatura non cambiano finché la Commissione non ha abrogato. Il costo di questa incertezza è sopportato dagli operatori, non da coloro che l'hanno creata.
Il Parlamento non contesta la scienza dell'EFSA, ne sottolinea i limiti. Il parere dell'EFSA non tiene conto degli effetti ambientali, socioeconomici e cumulativi più ampi, che ritiene fuori dalla propria competenza. Non è stato richiesto alcuno studio tossicologico a lungo termine. Ora, la soia MON 87705 è tollerante al glifosato, e studi mostrano che queste colture aumentano l'uso di erbicidi complementari, rinchiudendo gli agricoltori in un circolo vizioso. La Commissione autorizza senza aver valutato queste conseguenze, e senza doverne rispondere.
Il Parlamento chiede inoltre che la Commissione non autorizzi più l'importazione di colture tolleranti agli erbicidi. È una posizione ferma, ma che resta nel registro della richiesta politica. Un approccio fondato sulla sussidiarietà sarebbe consistito nel lasciare decidere gli Stati membri, o nel richiedere una maggioranza qualificata prima di qualsiasi autorizzazione. In assenza di questa riforma, lo status quo perdura: la Commissione autorizza, il Parlamento protesta, e i cittadini non hanno alcun ricorso diretto.
Una Commissione che autorizza senza maggioranza e senza rispondere delle proprie scelte non è un esecutivo responsabile, è un potere senza volto.
Il Parlamento europeo ha votato con 466 voti favorevoli, 175 contrari e 16 astensioni una risoluzione che chiede alla Commissione di abrogare l'autorizzazione della soia geneticamente modificata MON 87705, rinnovata il 29 giugno 2026. Tale autorizzazione resta in vigore finché la Commissione non la ritira. La vera posta in gioco non è la soia, ma il potere discrezionale di una Commissione che autorizza senza maggioranza qualificata di Stati membri e senza rispondere delle proprie scelte davanti agli elettori.
La decisione della Commissione si basa su un parere favorevole dell'EFSA del 12 gennaio 2026, ma il comitato permanente non ha trovato una maggioranza qualificata. In un'Unione in cui le decisioni di esecuzione vincolano i cittadini, autorizzare un prodotto senza una maggioranza chiara equivale a far ricadere il rischio sui consumatori e sugli agricoltori, senza che nessun eletto debba risponderne. Il Parlamento, dal canto suo, ha votato: 466 favorevoli, 175 contrari, 16 astensioni. Questa maggioranza politica dovrebbe pesare.
Il meccanismo è semplice: la risoluzione è un'obiezione politica. Non sospende l'autorizzazione. La Commissione può ignorare il Parlamento, e la soia MON 87705 continua a entrare nell'Unione. Per le imprese, l'incertezza rimane: le regole di importazione ed etichettatura non cambiano finché la Commissione non ha abrogato. Il costo di questa incertezza è sopportato dagli operatori, non da coloro che l'hanno creata.
Il Parlamento non contesta la scienza dell'EFSA, ne sottolinea i limiti. Il parere dell'EFSA non tiene conto degli effetti ambientali, socioeconomici e cumulativi più ampi, che ritiene fuori dalla propria competenza. Non è stato richiesto alcuno studio tossicologico a lungo termine. Ora, la soia MON 87705 è tollerante al glifosato, e studi mostrano che queste colture aumentano l'uso di erbicidi complementari, rinchiudendo gli agricoltori in un circolo vizioso. La Commissione autorizza senza aver valutato queste conseguenze, e senza doverne rispondere.
Il Parlamento chiede inoltre che la Commissione non autorizzi più l'importazione di colture tolleranti agli erbicidi. È una posizione ferma, ma che resta nel registro della richiesta politica. Un approccio fondato sulla sussidiarietà sarebbe consistito nel lasciare decidere gli Stati membri, o nel richiedere una maggioranza qualificata prima di qualsiasi autorizzazione. In assenza di questa riforma, lo status quo perdura: la Commissione autorizza, il Parlamento protesta, e i cittadini non hanno alcun ricorso diretto.
Una Commissione che autorizza senza maggioranza e senza rispondere delle proprie scelte non è un esecutivo responsabile, è un potere senza volto.