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Testi Adottati
Approvato2026-07-08Clima e ambiente

Il Parlamento blocca la classificazione della soia come biocarburante ad alto rischio di deforestazione

Testo adottato
A favore38859 %
Contro24838 %
Astensione244 %
Non ha votato00 %
Spiegazione dettagliata

Comprendere il testo adottato

In breve

Il Parlamento europeo ha votato contro un atto della Commissione che aggiungeva la soia all'elenco delle materie prime ad alto rischio di cambiamento indiretto nell'uso del suolo, accanto all'olio di palma. Tale atto non può quindi entrare in vigore. Il Parlamento chiede alla Commissione di presentare un nuovo testo che riesamini la soia sulla base dei dati dal 2008 e riconosca come a basso rischio la soia prodotta nell'UE o in paesi terzi che applicano norme equivalenti di monitoraggio del suolo e della deforestazione.

01

Contesto

La Commissione aveva adottato un atto delegato che aggiungeva la soia all'elenco delle materie prime ad alto rischio di cambiamento indiretto nell'uso del suolo, basandosi su dati aggiornati che utilizzavano un periodo di osservazione di riferimento del 2014. Ciò significava che il biodiesel a base di soia non sarebbe più contato negli obiettivi europei di energie rinnovabili per il 2030. Il Parlamento ha contestato questo approccio, in particolare il cambiamento del periodo di riferimento, mentre il metodo in vigore richiede esplicitamente dati dal 2008.

02

Cosa è stato deciso

  1. 1

    Obiezione alla classificazione della soiaIl Parlamento solleva obiezione all'atto delegato della Commissione, che non può quindi entrare in vigore. Chiede un nuovo testo.

  2. 2

    Dati dal 2008 invece che dal 2014Lo status della soia come materia ad alto rischio deve essere riesaminato sulla base dei dati dal 2008, come richiede il metodo esistente, e non sul periodo di riferimento del 2014 utilizzato dalla Commissione.

  3. 3

    Soglia del 10 per centoSe, con i dati dal 2008, la quota di espansione della soia su terreni ad alto stock di carbonio scende al di sotto del 10 per cento, la soia non deve essere classificata come ad alto rischio nel nuovo testo.

  4. 4

    Considerazione della doppia colturaIl metodo deve essere aggiornato per tenere pienamente conto della doppia coltura della soia, affinché l'espansione delle superfici e la quota calcolata sui terreni ad alto stock di carbonio riflettano la realtà.

  5. 5

    Soia a basso rischio riconosciutaLa soia prodotta nell'UE o in paesi terzi che applicano norme equivalenti e verificate di monitoraggio del suolo e della deforestazione deve essere riconosciuta come a basso rischio ed esclusa dal percorso di riduzione progressiva.

03

Risultato del voto

388A favore248Contro24Astensione

Il Parlamento ha adottato l'obiezione con 388 voti favorevoli, 248 contrari e 24 astensioni, durante una votazione elettronica per appello nominale.

04

Cosa significa per i cittadini

Questa decisione impedisce che la soia sia trattata come l'olio di palma negli obiettivi di energie rinnovabili. In concreto, il biodiesel a base di soia potrebbe continuare a contare in questi obiettivi fino all'adozione di un nuovo testo. I produttori europei di soia e quelli di paesi terzi che applicano norme equivalenti di monitoraggio del suolo e della deforestazione potrebbero vedere la loro soia riconosciuta come a basso rischio e non essere soggetti alla riduzione progressiva. La Commissione deve ora proporre un nuovo atto delegato che tenga conto di queste raccomandazioni. Nel frattempo, la riduzione progressiva dei biocarburanti a base di olio di palma non è rimessa in discussione.

Opinion & analysis

Il Parlamento blocca la classificazione della soia come biocarburante a rischio di deforestazione

Rigettando l'atto delegato della Commissione che aggiungeva la soia all'elenco delle materie prime ad alto rischio di cambiamento indiretto nella destinazione d'uso dei suoli, il Parlamento europeo non difende la soia contro la foresta. Chiede una cosa semplice: che la Commissione applichi il proprio metodo, con i dati dal 2008 che essa stessa ha fissato, invece di spostare il periodo di riferimento al 2014 per giustificare una classificazione che quei dati non sostengono.

I punti chiave

  • L'atto delegato della Commissione non può entrare in vigore: il biodiesel a base di soia continua a contare negli obiettivi di energie rinnovabili finché non sarà adottato un nuovo testo.
  • Il Parlamento chiede che la soia sia rivalutata sulla base dei dati dal 2008, e non del periodo 2014 utilizzato dalla Commissione; se la quota di espansione su terreni ad alto stock di carbonio scende sotto il 10%, la soia non deve essere classificata ad alto rischio.
  • Il metodo deve integrare la doppia coltura, e la soia prodotta nell'UE o in paesi terzi che applicano norme verificate di monitoraggio dei terreni e della deforestazione deve essere riconosciuta a basso rischio ed esclusa dalla traiettoria di riduzione progressiva.
  • La riduzione progressiva dei biocarburanti a base di olio di palma e la correzione delle lacune della certificazione a basso rischio non sono messe in discussione; il Parlamento chiede che siano mantenute in qualsiasi atto revisionato.

Un metodo cambiato per ottenere il risultato voluto

La Commissione ha adottato un atto delegato che classifica la soia come materia prima ad alto rischio di cambiamento indiretto nella destinazione d'uso dei suoli, accanto all'olio di palma. Per riuscirci, ha utilizzato dati aggiornati con un periodo di osservazione di riferimento al 2014. Eppure l'articolo 3 del regolamento delegato del 2019 esige esplicitamente dati dal 2008. Questo spostamento del periodo di riferimento non era imposto dalla decisione del gruppo speciale dell'OMC, che riguardava l'attualità degli aggiornamenti, non la scelta dell'anno di riferimento. Cambiando la finestra di osservazione, la Commissione ha cambiato il risultato: con i dati dal 2008, la relazione del 2019 concludeva che la quota di espansione della soia su terreni ad alto stock di carbonio era dell'8%, sotto la soglia del 10% oltre la quale una materia prima è classificata ad alto rischio.

Il Parlamento non contesta il principio del quadro sui cambiamenti indiretti nella destinazione d'uso dei suoli. Contesta il metodo impiegato per arrivare a una conclusione già scritta. La differenza non è tecnica: determina se migliaia di aziende europee e di paesi terzi possono continuare a contare su una filiera che rispetta norme verificate di monitoraggio dei terreni e della deforestazione, o se sono colpite da una classificazione che i dati non giustificano.

Chi paga il costo dell'incertezza

Un atto delegato che non può entrare in vigore significa tempo perso per i produttori, i trasformatori e gli investitori. La Commissione deve ora presentare un nuovo testo. Nel frattempo, il biodiesel a base di soia continua a contare negli obiettivi di energie rinnovabili. Questa incertezza ha un costo: i progetti che dipendono dalla classificazione restano sospesi, e gli operatori che hanno investito in catene di approvvigionamento sostenibili non sanno se la loro soia sarà riconosciuta a basso rischio. Il Parlamento chiede che questa soia, prodotta nell'UE o in paesi terzi con norme equivalenti e verificate, sia esclusa dalla traiettoria di riduzione progressiva. È una boccata d'ossigeno per chi dimostra la propria conformità, non un regalo all'agricoltura intensiva.

La doppia coltura è l'altro punto cieco. Il metodo attuale non tiene pienamente conto di questa pratica, il che falsa il calcolo dell'espansione delle superfici e della quota sui terreni ad alto stock di carbonio. Chiedendo un aggiornamento, il Parlamento non diluisce l'obiettivo: esige che la misura rifletta la realtà dei suoli, non una contabilità approssimativa. La riduzione progressiva dell'olio di palma, invece, non è toccata: la sua classificazione è scientificamente solida e il Parlamento chiede che sia mantenuta. Lo stesso vale per la correzione delle lacune della certificazione a basso rischio, una risposta appropriata alla decisione dell'OMC.

Cambiare l'anno di riferimento per cambiare il risultato non è scienza, è politica mascherata da metodo.

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