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Testi Adottati
Approvato2026-06-18Clima e ambiente

Nuove regole per auto più durevoli e riciclabili

Testo adottato
A favore43777 %
Contro11220 %
Astensione204 %
Non ha votato00 %
Spiegazione dettagliata

Comprendere il testo adottato

In breve

Il Parlamento europeo ha adottato il 18 giugno 2026 un regolamento che impone ai costruttori automobilistici di progettare veicoli più facili da riparare, riutilizzare e riciclare, e migliora la gestione dei veicoli fuori uso (VFU). Il testo mira a ridurre i rifiuti, limitare la dipendenza dell'UE dalle materie prime critiche e sostenere la competitività dell'industria automobilistica europea.

Contesto

Attualmente, i veicoli a fine vita generano milioni di tonnellate di rifiuti ogni anno. Molti materiali preziosi, come i metalli rari, non vengono riciclati. Parallelamente, le dimensioni e il peso delle auto aumentano, accrescendo il consumo di risorse. L'UE vuole passare a un'economia circolare, dove i prodotti sono progettati per durare ed essere riciclati. Questo regolamento si inserisce nel pacchetto "Adeguamento all'obiettivo 55" (Fit for 55), che mira alla neutralità climatica entro il 2050.

Cosa è stato deciso

Il testo adottato fissa requisiti di circolarità per la progettazione dei veicoli nuovi e per la gestione dei VFU. Ecco i punti principali:

  • Progettazione circolare: i costruttori dovranno progettare veicoli le cui parti possano essere facilmente smontate, riparate e riciclate. Dovrà essere utilizzata una percentuale minima di materiali riciclati.
  • Riparabilità: un veicolo non potrà essere considerato "fuori uso" se è ancora riparabile. I proprietari avranno il diritto di far riparare la propria auto piuttosto che rottamarla.
  • Retrofit elettrico: la conversione di veicoli termici in elettrici (retrofit) sarà incoraggiata e regolamentata.
  • Tracciabilità: per contrastare lo smontaggio illegale e l'esportazione di veicoli usati non conformi, sarà istituito un sistema di monitoraggio durante i cambi di proprietà.
  • Sostanze pericolose: l'Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA) dovrà mappare le sostanze preoccupanti nei veicoli e proporre restrizioni se danneggiano il riciclaggio o la salute.
  • Esenzioni: i veicoli militari, di soccorso, storici o da collezione, nonché le piccole serie e alcune categorie di due ruote, sono esclusi dall'ambito di applicazione. Sono esclusi anche camper e roulotte, a meno che non siano più utilizzati come abitazione.
  • Responsabilità estesa del produttore: i costruttori dovranno finanziare la raccolta, la bonifica e il riciclaggio dei VFU, compresi i veicoli speciali (ambulanze, ecc.).

Risultato della votazione

Il testo è stato adottato in prima lettura con 437 voti favorevoli, 112 contrari e 20 astensioni. Si tratta di una posizione del Parlamento che servirà come base per i negoziati con il Consiglio dell'UE (gli Stati membri).

Cosa cambia per i cittadini

A lungo termine, le auto saranno più facili e meno costose da riparare, prolungandone la durata e riducendo i rifiuti. I proprietari potranno più facilmente convertire il loro vecchio veicolo termico in elettrico. I pezzi di ricambio usati saranno più disponibili. Infine, una migliore gestione dei VFU limiterà gli abbandoni illegali e le esportazioni illegali di veicoli inquinanti verso paesi terzi.

Opinion & analysis

Veicoli fuori uso: l'Europa alleggerisce, ma non libera

Il Parlamento europeo ha adottato il 18 giugno 2026, con 437 voti contro 112 e 20 astensioni, un regolamento sulla circolarità dei veicoli. Dietro le esenzioni per piccole serie e veicoli speciali, un meccanismo di responsabilità estesa del produttore (EPR) impone ai costruttori di finanziare la raccolta e il trattamento dei veicoli fuori uso. Il costo di questo obbligo sarà trasferito sul prezzo delle auto nuove, e quindi sui cittadini.

I punti chiave

  • I veicoli M1 e N1 sono coperti dalla data di applicazione del regolamento, i veicoli speciali M1/N1 dopo 36 mesi, e i veicoli pesanti (M2, M3, N2, N3, O) nonché la categoria L dopo 60 mesi.
  • Le piccole serie, i veicoli delle forze armate, della protezione civile, dei servizi antincendio, di mantenimento dell'ordine e di emergenza medica, i veicoli storici e le roulotte sono esclusi dal campo di applicazione.
  • Per i veicoli pesanti e la categoria L, molti articoli non si applicano, in particolare quelli sul contenuto riciclato, sul passaporto digitale e sugli obiettivi di riutilizzo/riciclaggio.
  • Il testo è una posizione di prima lettura che approva l'accordo provvisorio con il Consiglio; deve ancora essere formalmente adottato dal Consiglio per diventare diritto definitivo.

Una responsabilità estesa del produttore che pesa sul prezzo dei veicoli

La responsabilità estesa del produttore (EPR) obbliga i costruttori a finanziare la raccolta e il trattamento dei veicoli fuori uso. Questo costo, integrato nei prezzi, sarà sostenuto dagli acquirenti di veicoli nuovi. I costruttori non possono assorbirlo indefinitamente: in un mercato concorrenziale, si ripercuote sul consumatore.

Il meccanismo di modulazione dei contributi finanziari (articolo 21) mira a premiare i veicoli più facili da riciclare. Ma crea un sistema complesso di bonus-malus che richiede una burocrazia di verifica. Le piccole serie e i veicoli speciali sono esentati, il che alleggerisce l'onere per alcuni fabbricanti, ma crea distorsioni di concorrenza.

Esenzioni benvenute ma un quadro che resta pesante

Le esenzioni per le piccole serie, i veicoli militari, i veicoli storici e le roulotte sono riconoscimenti di buon senso: questi veicoli hanno cicli di vita e vincoli specifici. Allo stesso modo, il rinvio dell'applicazione per i veicoli pesanti e la categoria L (60 mesi) lascia tempo agli attori per adattarsi.

Tuttavia, il regolamento impone un passaporto digitale di circolarità (articolo 13) per i veicoli M1 e N1, un'etichetta informativa e requisiti di progettazione. Questi obblighi creano costi fissi per i costruttori, che si ripercuoteranno sui prezzi. Il passaporto digitale, in particolare, richiede la raccolta e l'aggiornamento dei dati lungo tutta la vita del veicolo, un onere amministrativo che peserà sui costruttori e sugli importatori.

Il Parlamento ha migliorato la proposta iniziale escludendo numerose categorie e rinviando l'applicazione, ma non ha rimesso in discussione il principio di una regolamentazione uniforme. Un approccio fondato sulla sussidiarietà avrebbe lasciato agli Stati membri il compito di definire i propri obiettivi di riciclaggio, in funzione delle loro capacità industriali e dei loro mercati. Un approccio di mercato avrebbe privilegiato norme volontarie e la responsabilità individuale dei produttori, anziché un obbligo legale uniforme.

L'EPR è un'imposta mascherata sull'acquisto di un'auto nuova, pagata dal cittadino per finanziare una filiera che il mercato avrebbe potuto organizzare.

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