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Testi Adottati
Approvato2026-06-17Affari esteri e difesa

Il Parlamento europeo chiede sanzioni mirate contro Ivanishvili e Sogno georgiano

Testo adottato
A favore43669 %
Contro14523 %
Astensione477 %
Non ha votato00 %
Spiegazione dettagliata

Comprendere il testo adottato

In breve

Il Parlamento europeo ha adottato una risoluzione che constata che il partito al potere in Georgia, Sogno georgiano, non solo ha sospeso ma di fatto ha invertito l'integrazione europea del paese. Chiede all'Unione europea e ai suoi Stati membri di imporre immediatamente sanzioni personali mirate contro Bidzina Ivanishvili, la sua famiglia, le sue imprese, i dirigenti di Sogno georgiano, giudici, procuratori e altri responsabili della repressione. Il Parlamento chiede anche la liberazione immediata di tutti i prigionieri politici, tra cui l'ex presidente Mikheil Saakashvili, e ribadisce il suo sostegno alla sovranità e all'integrità territoriale della Georgia. Il testo è stato adottato con 436 voti favorevoli, 145 contrari e 47 astensioni.

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Contesto

La Commissione europea aveva pubblicato nel 2025 una relazione che documentava il regresso democratico in Georgia e la sospensione di fatto del processo di adesione del paese all'Unione europea. Tale relazione constatava che le autorità georgiane non avevano attuato le nove condizioni necessarie per lo status di paese candidato e si allontanavano dalle norme europee. Il Parlamento europeo ha reagito adottando una risoluzione che va oltre la semplice constatazione: chiede sanzioni e denuncia una completa inversione della traiettoria europea della Georgia. Questa risoluzione non è una legge: esprime la posizione politica del Parlamento e chiede alla Commissione e agli Stati membri di agire.

02

Cosa è stato deciso

  1. 1

    Sanzioni personali contro IvanishviliIl Parlamento chiede all'Unione europea e ai suoi Stati membri di imporre senza indugio sanzioni mirate contro Bidzina Ivanishvili, i membri della sua famiglia e le sue imprese, nonché contro i principali dirigenti di Sogno georgiano, giudici, procuratori e altri responsabili della repressione e della frode elettorale. Chiede il congelamento dei beni di Ivanishvili e una cooperazione con il Regno Unito e gli Stati Uniti su questa questione.

  2. 2

    Rimozione del veto unghereseIl Parlamento esorta il nuovo governo ungherese a rimuovere il veto imposto dal suo predecessore sulle sanzioni mirate a livello dell'Unione contro Bidzina Ivanishvili e tutti i dirigenti di Sogno georgiano. Invita il Consiglio a studiare meccanismi collettivi quando l'unanimità non è possibile, affinché l'Unione possa rispondere in modo efficace e unitario.

  3. 3

    Liberazione dei prigionieri politiciIl Parlamento esige la liberazione immediata e incondizionata di tutte le persone imprigionate per motivi politici, compresi i responsabili dell'opposizione e gli ex funzionari. Ribadisce la sua richiesta di liberazione immediata dell'ex presidente Mikheil Saakashvili per ragioni umanitarie e chiede che i deputati europei abbiano un accesso senza ostacoli a Saakashvili e agli altri prigionieri politici.

  4. 4

    Non riconoscimento del parlamento georgianoIl Parlamento mantiene la sua posizione di non riconoscimento della legittimità del parlamento georgiano e del presidente da esso designato, che qualifica come parlamento di fatto a partito unico. Chiede ai rappresentanti dell'Unione e ai deputati europei di astenersi dall'incontrare i rappresentanti del regime, a cominciare dall'attuale presidente di fatto, finché la repressione e il regresso democratico proseguono.

  5. 5

    Sostegno alla sovranità georgianaIl Parlamento ribadisce il suo sostegno indefettibile alla sovranità e all'integrità territoriale della Georgia e condanna l'occupazione russa delle regioni dell'Abkhazia e di Tskhinvali/Ossezia del Sud. Condanna lo sviluppo della base navale russa a Ochamchire come una violazione dell'integrità territoriale e una minaccia diretta per la sicurezza del Mar Nero, e chiede il ritiro immediato e incondizionato delle forze russe.

03

Risultato del voto

436A favore145Contro47Astensione

La risoluzione è stata adottata con 436 voti favorevoli, 145 contrari e 47 astensioni durante una votazione elettronica per appello nominale il 17 giugno 2026.

04

Cosa significa per i cittadini

Per i cittadini europei, questo voto significa che il Parlamento europeo chiede ufficialmente sanzioni contro i responsabili georgiani, ma tali sanzioni non sono ancora in vigore: devono essere approvate all'unanimità dagli Stati membri in seno al Consiglio. Concretamente, le persone colpite da queste sanzioni vedrebbero congelati i loro beni nell'Unione e sarebbe loro vietato l'ingresso nello spazio europeo. Il Parlamento chiede anche che i deputati europei possano far visita a Mikheil Saakashvili e agli altri prigionieri politici, e che l'Unione continui a sostenere la società civile e i media indipendenti georgiani. Questa risoluzione non ha forza di legge: esprime la posizione politica del Parlamento e invita la Commissione e gli Stati membri ad agire.

Opinion & analysis

Georgia: il Parlamento nomina i responsabili, il Consiglio deve ancora decidere

Il Parlamento europeo constata che Sogno georgiano non solo ha sospeso ma ha invertito la traiettoria europea della Georgia, e indica per nome coloro che vuole vedere sanzionati: Bidzina Ivanichvili, la sua famiglia, le sue imprese, i dirigenti del partito, giudici, procuratori e i proprietari di media complici. Adottato con 436 voti contro 145 e 47 astensioni, questo testo non è una legge: è una pressione politica, e tutto dipende ormai dall'unanimità degli Stati membri in Consiglio.

I punti chiave

  • Il Parlamento chiede sanzioni personali mirate (congelamento dei beni, divieti di visto) contro Bidzina Ivanichvili, la sua famiglia e le sue imprese, i dirigenti di Sogno georgiano, giudici, procuratori e uomini d'affari e media complici.
  • Chiede la revoca del veto ungherese sulle sanzioni a livello di Unione e invita il Consiglio a considerare meccanismi collettivi quando l'unanimità blocca.
  • Mantiene il non riconoscimento del parlamento e del presidente di fatto, e chiede di limitare i contatti politici con il regime sostenendo al contempo la società civile e i media indipendenti.
  • Esige la liberazione immediata e incondizionata dei prigionieri politici, tra cui Mikheïl Saakachvili, con accesso senza ostacoli per gli eurodeputati.

Nominare i responsabili è già una decisione

Una risoluzione non congela alcun conto. Ma fissa un obiettivo e rende l'inazione costosa per chi la sceglie. Indicando Bidzina Ivanichvili, la sua famiglia, le sue imprese, i giudici e i procuratori che servono la repressione, il Parlamento esce dal registro dei rimpianti diplomatici. Dice chi ha catturato lo Stato, e lo dice pubblicamente, con 436 voti.

Il meccanismo è semplice e va guardato in faccia: le sanzioni personali spettano al Consiglio, dove basta un solo veto. Il Parlamento chiede quindi esplicitamente al nuovo governo ungherese di revocare il blocco del suo predecessore, e invita il Consiglio a studiare meccanismi collettivi quando l'unanimità è fuori portata. È la vera domanda posta: un'Unione che esige l'unanimità per difendere i propri valori finisce per non esigere più nulla.

Il prezzo dell'ambiguità, pagato dai georgiani

La risoluzione descrive un ingranaggio concreto, ed è qui che è utile. Una legge sulle sovvenzioni allarga la nozione di finanziamento straniero al punto da farne un reato punibile con sei anni di carcere, il che taglia la società civile e i media indipendenti da ogni finanziamento estero. Una modifica del codice elettorale vieta ai cittadini di votare dall'estero. Partiti di opposizione sono colpiti da un ricorso costituzionale presentato da 88 deputati. Ogni misura riduce il costo della repressione per il potere e aumenta il costo della resistenza per i cittadini.

Il Parlamento subordina quindi le relazioni con le autorità a riforme verificabili e restringe i contatti politici allo stretto necessario, mantenendo al contempo l'impegno verso la società civile e i media indipendenti. È il giusto compromesso: non trattare il regime come un partner normale, non abbandonare chi lotta. Secondo il testo, quasi il 75% dei georgiani sostiene l'integrazione europea; sono loro che l'Unione deve tenere in vista, non i dirigenti che li privano del voto.

Cosa avrebbe aggiunto un approccio basato sulla responsabilità

Il testo resta una raccomandazione politica, senza obbligo giuridico. Un approccio fondato sulla sussidiarietà e sulla responsabilità avrebbe completato la pressione con atti unilaterali assunti: gli Stati membri che hanno già imposto divieti di visto, e il Parlamento se ne compiace, dovrebbero coordinare le loro liste e pubblicare i loro criteri, invece di attendere un'unanimità che protegge gli interessi di un solo governo. La trasparenza su chi è colpito, e perché, vale più di un comunicato in più.

Bisogna anche misurare il costo del ritardo. Ogni mese senza sanzioni significa beni che si spostano, strutture che si riorganizzano e reti che si insediano, mentre i progetti di connettività nel Mar Nero attendono un partner stabile. La fermezza non è una posa morale: è ciò che rende possibile un investimento.

Un'Unione che esige l'unanimità per difendere i propri valori finisce per non esigere più nulla.

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