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Approvato2026-06-17Affari esteri e difesa

Il Parlamento approva l'accordo UE-Pakistan sui contingenti tariffari

Testo adottato
A favore27693 %
Contro134 %
Astensione93 %
Non ha votato00 %
Spiegazione dettagliata

Comprendere il testo adottato

In breve

Il Parlamento europeo ha dato la sua approvazione alla conclusione dell'accordo tra l'Unione europea e il Pakistan che modifica le concessioni per l'insieme dei contingenti tariffari della lista CLXXV dell'UE. Tale lista definisce i volumi di importazione a dazi ridotti che l'UE concede ai suoi partner commerciali. L'accordo adatta questi contingenti dopo il recesso del Regno Unito dall'Unione. Il testo deve ancora essere formalmente adottato dal Consiglio prima di entrare in vigore.

01

Contesto

La lista CLXXV dell'UE è la lista delle concessioni tariffarie depositata presso l'Organizzazione mondiale del commercio. Essa fissa, per molti prodotti, dei contingenti tariffari, cioè delle quantità che possono essere importate a un dazio doganale ridotto o nullo. Il recesso del Regno Unito dall'UE ha modificato la ripartizione di questi contingenti tra l'UE e il Regno Unito. L'Unione ha quindi dovuto rinegoziare con i suoi partner commerciali, tra cui il Pakistan, il modo in cui questi contingenti sono ripartiti. L'accordo si presenta sotto forma di uno scambio di lettere tra l'Unione e il Pakistan. Il Consiglio ha chiesto l'approvazione del Parlamento europeo per poter concludere questo accordo a nome dell'Unione.

02

Cosa è stato deciso

  1. 1

    Approvazione dell'accordoIl Parlamento dà la sua approvazione alla conclusione dell'accordo UE-Pakistan che modifica le concessioni per l'insieme dei contingenti tariffari della lista CLXXV dell'UE.

  2. 2

    Adattamento dopo la BrexitL'accordo adatta la ripartizione dei contingenti tariffari dell'UE per tenere conto del recesso del Regno Unito dall'Unione europea.

  3. 3

    Trasmissione della posizioneLa Presidente del Parlamento è incaricata di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio, alla Commissione, nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri e del Pakistan.

03

Risultato del voto

276A favore13Contro9Astensione

Il Parlamento ha adottato il testo con 276 voti favorevoli, 13 voti contrari e 9 astensioni, nel corso di una votazione elettronica per appello nominale.

04

Cosa significa per i cittadini

Questo accordo non cambia i dazi doganali che lei paga in quanto consumatore. Esso adegua il modo in cui i contingenti tariffari dell'UE sono ripartiti tra l'Unione e il Regno Unito dopo la Brexit. Le imprese che importano prodotti pakistani nell'ambito di questi contingenti continueranno a beneficiare delle stesse condizioni di accesso al mercato europeo. Il commercio tra l'UE e il Pakistan resta disciplinato dalle stesse regole di prima, con una ripartizione aggiornata per tenere conto dell'uscita del Regno Unito.

Opinion & analysis

Contingenti tariffari: il Parlamento convalida la ripartizione post-Brexit senza rinnegaziare nulla

Il Parlamento ha approvato l'accordo UE-Pakistan che ridistribuisce i contingenti tariffari della lista CLXXV dopo il ritiro britannico. Un voto di consenso, non una rinegoziazione: i volumi e i dazi restano identici, viene solo adeguata la quota che spetta all'UE. Per gli importatori nulla cambia; per i contribuenti, la questione del costo della macchina bruxellese resta intera.

I punti chiave

  • Il Parlamento dà la sua approvazione alla conclusione dell'accordo con 276 voti a favore, 13 contrari e 9 astensioni.
  • L'accordo modifica le concessioni per l'insieme dei contingenti tariffari della lista CLXXV dell'UE, senza cambiare i dazi doganali pagati dai consumatori.
  • La Presidente del Parlamento trasmetterà la posizione al Consiglio, alla Commissione e ai governi e ai parlamenti degli Stati membri e del Pakistan.
  • Il Consiglio deve ancora adottare formalmente il testo per l'entrata in vigore.

Un adeguamento tecnico che evita il peggio

La Brexit ha tagliato in due la lista CLXXV, quel catalogo depositato presso l'Organizzazione mondiale del commercio che fissa le quantità di prodotti che possono entrare nell'UE a dazio ridotto o nullo. Senza un accordo con i partner commerciali, i contingenti sarebbero rimasti giuridicamente incerti, e gli importatori avrebbero subito l'incertezza. L'accordo con il Pakistan chiarisce la ripartizione: la quota britannica viene ritirata, quella europea mantenuta. Le imprese che importano tessile o riso pakistano nel quadro di questi contingenti non vedono cambiare né i volumi né i dazi.

Il voto è massiccio (276 a favore, 13 contrari, 9 astensioni), il che riflette meno un entusiasmo che un'evidenza tecnica. I gruppi che hanno votato contro o si sono astenuti non hanno contestato il principio dell'accordo, ma hanno forse voluto marcare la propria distanza da una procedura in cui il Parlamento può solo approvare o respingere in blocco, senza emendare. È la natura stessa della procedura di consenso prevista dall'articolo 218, paragrafo 6, del trattato: un sì o un no, nessun margine di negoziazione.

Il costo di questa procedura è reale: mesi di navette per un testo che il Consiglio aveva già confezionato, e un Parlamento ridotto a ratificare. Un approccio fondato sulla sussidiarietà avrebbe potuto affidare la gestione di questi contingenti ad accordi bilaterali più leggeri, o almeno prevedere un mandato negoziale esplicito per evitare che gli eletti siano convocati solo al momento di dire sì.

Ciò che l'accordo non risolve

L'accordo non tocca né i dazi doganali generali, né le norme sanitarie, né le clausole di salvaguardia. Si limita a ripartire dei volumi. Per i produttori europei che concorrono con le importazioni pakistane, la pressione resta identica: stesse quantità, stessi dazi ridotti. La questione della reciprocità, invece, non è affrontata: il Pakistan continua ad applicare le proprie barriere, senza che l'accordo esiga maggiore apertura.

La vera posta in gioco è altrove: la lista CLXXV è un'eredità della Politica agricola comune, e ogni rinegoziazione post-Brexit è l'occasione per chiedersi se questi contingenti, spesso ereditati da decenni di protezionismo, abbiano ancora un senso. Il Parlamento avrebbe potuto approfittare di questo voto per esigere una valutazione dell'impatto di questi contingenti sui produttori europei. Non l'ha fatto, ed è un'occasione mancata per rendere la politica commerciale più accountable.

Un sì tecnico che ratifica una ripartizione burocratica, senza rinegoziare i volumi né i dazi.

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