Il Parlamento europeo ha approvato la posizione del Consiglio sulla revisione del quadro di gestione delle crisi bancarie (BRRD3). Il testo è adottato nella versione concordata con i governi dell'UE. Ora deve essere firmato e pubblicato nella Gazzetta ufficiale per diventare legge.
La direttiva sul risanamento e la risoluzione delle banche (BRRD) stabilisce le regole che consentono di intervenire quando una banca è in difficoltà. Nel 2023 la Commissione aveva proposto una revisione di questo quadro, riguardante in particolare le misure di intervento precoce, le condizioni per l'avvio di una procedura di risoluzione e il finanziamento delle misure di risoluzione. Dopo i negoziati con il Consiglio, è stato raggiunto un accordo provvisorio. Il Parlamento ha approvato tale accordo senza apportarvi modifiche.
Approvazione della posizione del ConsiglioIl Parlamento approva la posizione del Consiglio in prima lettura, senza emendamenti. Il testo è quindi adottato nella versione concordata dai governi dell'UE.
Firma e pubblicazione dell'attoLa Presidente del Parlamento firmerà l'atto con il Presidente del Consiglio. Il segretario generale del Parlamento firmerà poi l'atto dopo la verifica delle procedure e ne organizzerà la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale con la segretaria generale del Consiglio.
Trasmissione alle istituzioniLa Presidente del Parlamento trasmetterà la posizione del Parlamento al Consiglio, alla Commissione e ai parlamenti nazionali.
Nessuna modifica delle soglieIl Parlamento non ha modificato le soglie, le date o l'ambito di applicazione del testo rispetto alla posizione del Consiglio. Le regole definitive sono quelle concordate con i governi.
Il testo è stato adottato. Non si è proceduto a votazione per appello nominale; l'adozione è avvenuta per alzata di mano o senza conteggio individuale dei voti.
Questa revisione del quadro di gestione delle crisi bancarie mira a proteggere meglio i depositi e a evitare che i contribuenti paghino per le banche in difficoltà. Le nuove regole, che entreranno in vigore dopo la pubblicazione, si applicheranno alle banche dell'UE e ai loro clienti. Esse riguardano le misure di intervento precoce, le condizioni per l'avvio di una risoluzione e il finanziamento delle misure di risoluzione. In concreto, le autorità disporranno di strumenti aggiornati per intervenire prima che una banca diventi insolvente e per organizzare una risoluzione ordinata se necessario.
Il Parlamento europeo ha approvato senza emendamenti la posizione del Consiglio sulla revisione del quadro di gestione delle crisi bancarie (BRRD3). Il testo è adottato nella versione concordata con i governi, senza modifiche delle soglie, delle date o del campo di applicazione. Un'approvazione in prima lettura che chiude il dossier sul fronte Parlamento e lascia intatte le regole definitive negoziate tra Stati.
Il Parlamento non ha riscritto la direttiva sulla risoluzione bancaria. Ha ratificato la posizione del Consiglio, senza toccarla. Le misure di intervento precoce, le condizioni per l'attivazione di una risoluzione e il finanziamento delle misure di risoluzione restano come i governi li hanno stabiliti. Per le banche e i loro clienti, il quadro è ormai fissato: le autorità disporranno di strumenti aggiornati per intervenire prima dell'insolvenza e organizzare una risoluzione ordinata.
Questa approvazione senza emendamenti ha una conseguenza semplice: le soglie e i meccanismi di finanziamento non sono stati modificati dal Parlamento. Le regole che si applicheranno sono quelle negoziate tra Stati membri, non quelle che avrebbe potuto volere una maggioranza parlamentare. Il costo di questo metodo è chiaro: gli eletti non hanno dovuto assumersi pubblicamente scelte tecniche che pure impegnano il denaro dei depositanti e dei contribuenti.
L'obiettivo dichiarato è proteggere meglio i depositi ed evitare che i contribuenti paghino per le banche in difficoltà. Il meccanismo è noto: misure di intervento precoce devono permettere di agire prima che la banca diventi insolvente, e il finanziamento della risoluzione deve essere sostenuto dal settore, non dal bilancio pubblico. Ma senza modifica delle soglie né delle condizioni di attivazione, l'equilibrio tra stabilità e responsabilità individuale resta quello fissato dai governi.
Per una banca di medie dimensioni, la questione non è il principio della risoluzione ordinata, ma il costo e la rapidità delle procedure. Un quadro che moltiplica le fasi di intervento precoce può ritardare la decisione e lasciar correre le perdite. Al contrario, un'attivazione troppo precoce può stigmatizzare un istituto vitale. Il testo adottato non risolve questo dilemma al di là di quanto il Consiglio ha già deciso.
Approvare senza emendare significa lasciare ai governi il compito di decidere chi paga quando una banca vacilla.
Il Parlamento europeo ha approvato senza emendamenti la posizione del Consiglio sulla revisione del quadro di gestione delle crisi bancarie (BRRD3). Il testo è adottato nella versione concordata con i governi, senza modifiche delle soglie, delle date o del campo di applicazione. Un'approvazione in prima lettura che chiude il dossier sul fronte Parlamento e lascia intatte le regole definitive negoziate tra Stati.
Il Parlamento non ha riscritto la direttiva sulla risoluzione bancaria. Ha ratificato la posizione del Consiglio, senza toccarla. Le misure di intervento precoce, le condizioni per l'attivazione di una risoluzione e il finanziamento delle misure di risoluzione restano come i governi li hanno stabiliti. Per le banche e i loro clienti, il quadro è ormai fissato: le autorità disporranno di strumenti aggiornati per intervenire prima dell'insolvenza e organizzare una risoluzione ordinata.
Questa approvazione senza emendamenti ha una conseguenza semplice: le soglie e i meccanismi di finanziamento non sono stati modificati dal Parlamento. Le regole che si applicheranno sono quelle negoziate tra Stati membri, non quelle che avrebbe potuto volere una maggioranza parlamentare. Il costo di questo metodo è chiaro: gli eletti non hanno dovuto assumersi pubblicamente scelte tecniche che pure impegnano il denaro dei depositanti e dei contribuenti.
L'obiettivo dichiarato è proteggere meglio i depositi ed evitare che i contribuenti paghino per le banche in difficoltà. Il meccanismo è noto: misure di intervento precoce devono permettere di agire prima che la banca diventi insolvente, e il finanziamento della risoluzione deve essere sostenuto dal settore, non dal bilancio pubblico. Ma senza modifica delle soglie né delle condizioni di attivazione, l'equilibrio tra stabilità e responsabilità individuale resta quello fissato dai governi.
Per una banca di medie dimensioni, la questione non è il principio della risoluzione ordinata, ma il costo e la rapidità delle procedure. Un quadro che moltiplica le fasi di intervento precoce può ritardare la decisione e lasciar correre le perdite. Al contrario, un'attivazione troppo precoce può stigmatizzare un istituto vitale. Il testo adottato non risolve questo dilemma al di là di quanto il Consiglio ha già deciso.
Approvare senza emendare significa lasciare ai governi il compito di decidere chi paga quando una banca vacilla.