Il Parlamento europeo ha deciso di revocare l'immunità parlamentare di Nikos Pappas, deputato greco, nell'ambito di una richiesta delle autorità giudiziarie greche riguardante presunti fatti di diffamazione e insulto. La decisione è stata adottata con un voto per alzata di mano, senza conteggio individuale dei voti. Il Parlamento ha incaricato la sua Presidente di trasmettere immediatamente questa decisione e la relazione della commissione competente all'autorità giudiziaria greca competente nonché a Nikos Pappas. Questa decisione è definitiva e si applica immediatamente.
Nikos Pappas è deputato al Parlamento europeo, eletto in Grecia nel giugno 2024. Le autorità giudiziarie greche lo perseguono per presunti commenti diffamatori e insultanti rilasciati durante un'intervista online il 20 marzo 2024 ad Atene, fatti che costituiscono reati penali nel diritto greco. La richiesta di revoca della sua immunità è stata trasmessa dalla procura generale della Corte suprema greca il 10 settembre 2025 e annunciata in seduta plenaria del Parlamento il 6 ottobre 2025. Nikos Pappas è stato ascoltato il 28 gennaio 2026. Il Parlamento ha esaminato se le azioni penali mirassero a nuocere alla sua attività politica e non ha trovato alcun elemento in tal senso.
Revoca dell'immunità di Nikos PappasIl Parlamento europeo ha deciso di revocare l'immunità parlamentare di Nikos Pappas, consentendo così alle autorità giudiziarie greche di proseguire il procedimento penale nei suoi confronti per presunti fatti di diffamazione e insulto.
Trasmissione immediata della decisioneLa Presidente del Parlamento europeo è incaricata di trasmettere senza indugio la decisione e la relazione della commissione competente all'autorità giudiziaria greca competente nonché a Nikos Pappas.
Assenza di persecuzione politicaIl Parlamento ha constatato che nessun elemento permetteva di presumere che le azioni penali fossero state avviate con l'intenzione di nuocere all'attività politica di Nikos Pappas in quanto deputato europeo.
Fatti anteriori al mandatoI fatti contestati a Nikos Pappas sono stati commessi il 20 marzo 2024, prima della sua elezione al Parlamento europeo nel giugno 2024, e non rientrano in un'opinione o in un voto espresso nell'esercizio delle sue funzioni parlamentari.
Il Parlamento europeo ha adottato la revoca dell'immunità di Nikos Pappas con un voto per alzata di mano. Non è stato registrato alcun conteggio individuale dei voti.
Questa decisione significa che Nikos Pappas, in quanto cittadino greco, potrà essere perseguito davanti ai tribunali greci per presunti fatti di diffamazione e insulto, come qualsiasi altro cittadino. Essa ricorda che l'immunità parlamentare non è un privilegio personale ma una protezione legata all'esercizio delle funzioni parlamentari. I cittadini greci che si ritengono vittime di diffamazione possono quindi vedere la loro denuncia andare a buon fine anche se l'autore presunto è un deputato europeo, purché i fatti non rientrino nell'attività parlamentare.
Il Parlamento europeo ha revocato l'immunità di Nikos Pappas, deputato greco, per presunti fatti di diffamazione e ingiuria commessi prima della sua elezione. Una decisione che ricorda che l'immunità parlamentare protegge l'istituzione, non la persona.
L'immunità parlamentare non è un privilegio personale. Esiste per garantire l'indipendenza del Parlamento e dei suoi membri, affinché nessun deputato sia perseguito per le sue opinioni o i suoi voti. Nel caso specifico, le dichiarazioni contestate a Nikos Pappas sono state rilasciate durante un'intervista online il 20 marzo 2024, prima della sua elezione al Parlamento europeo nel giugno 2024. Non rientrano quindi nell'esercizio delle sue funzioni parlamentari. Il Parlamento ha constatato che nessun elemento permetteva di presumere che i procedimenti mirassero a nuocere alla sua attività politica. La via giudiziaria greca può quindi seguire il suo corso.
Questa decisione ha una portata concreta per i cittadini greci che si ritengono vittime di diffamazione: la loro denuncia potrà giungere a conclusione anche se il presunto autore è un deputato europeo, purché i fatti non siano coperti dall'immunità. Invia anche un segnale agli eletti: l'immunità non è uno scudo contro le responsabilità di diritto comune. La trasparenza del voto per alzata di mano, senza conteggio individuale, non permette di conoscere le posizioni di ogni gruppo, ma la decisione è chiara.
La richiesta di revoca dell'immunità è stata trasmessa dalla procura generale della Corte suprema greca il 10 settembre 2025, annunciata in plenaria il 6 ottobre 2025, e Nikos Pappas è stato ascoltato il 28 gennaio 2026. Il Parlamento ha deciso con un voto per alzata di mano, senza conteggio individuale. Questa celerità contrasta con la lentezza di numerose procedure europee. Merita di essere salutata: una giustizia che tarda è una giustizia che non protegge né le vittime né i giustiziabili.
Il Parlamento ha ricordato che non è un tribunale e che il deputato non è un accusato in questa procedura. È una distinzione essenziale: il ruolo del Parlamento si limita a verificare che la richiesta non sia motivata da un'intenzione politica. Una volta effettuato questo controllo, spetta alle giurisdizioni nazionali decidere. Questa ripartizione dei ruoli è sana. Evita che l'immunità diventi uno strumento di impunità o, al contrario, uno strumento di persecuzione politica.
L'immunità non è un privilegio personale, ma una garanzia di indipendenza del Parlamento.
Il Parlamento europeo ha revocato l'immunità di Nikos Pappas, deputato greco, per presunti fatti di diffamazione e ingiuria commessi prima della sua elezione. Una decisione che ricorda che l'immunità parlamentare protegge l'istituzione, non la persona.
L'immunità parlamentare non è un privilegio personale. Esiste per garantire l'indipendenza del Parlamento e dei suoi membri, affinché nessun deputato sia perseguito per le sue opinioni o i suoi voti. Nel caso specifico, le dichiarazioni contestate a Nikos Pappas sono state rilasciate durante un'intervista online il 20 marzo 2024, prima della sua elezione al Parlamento europeo nel giugno 2024. Non rientrano quindi nell'esercizio delle sue funzioni parlamentari. Il Parlamento ha constatato che nessun elemento permetteva di presumere che i procedimenti mirassero a nuocere alla sua attività politica. La via giudiziaria greca può quindi seguire il suo corso.
Questa decisione ha una portata concreta per i cittadini greci che si ritengono vittime di diffamazione: la loro denuncia potrà giungere a conclusione anche se il presunto autore è un deputato europeo, purché i fatti non siano coperti dall'immunità. Invia anche un segnale agli eletti: l'immunità non è uno scudo contro le responsabilità di diritto comune. La trasparenza del voto per alzata di mano, senza conteggio individuale, non permette di conoscere le posizioni di ogni gruppo, ma la decisione è chiara.
La richiesta di revoca dell'immunità è stata trasmessa dalla procura generale della Corte suprema greca il 10 settembre 2025, annunciata in plenaria il 6 ottobre 2025, e Nikos Pappas è stato ascoltato il 28 gennaio 2026. Il Parlamento ha deciso con un voto per alzata di mano, senza conteggio individuale. Questa celerità contrasta con la lentezza di numerose procedure europee. Merita di essere salutata: una giustizia che tarda è una giustizia che non protegge né le vittime né i giustiziabili.
Il Parlamento ha ricordato che non è un tribunale e che il deputato non è un accusato in questa procedura. È una distinzione essenziale: il ruolo del Parlamento si limita a verificare che la richiesta non sia motivata da un'intenzione politica. Una volta effettuato questo controllo, spetta alle giurisdizioni nazionali decidere. Questa ripartizione dei ruoli è sana. Evita che l'immunità diventi uno strumento di impunità o, al contrario, uno strumento di persecuzione politica.
L'immunità non è un privilegio personale, ma una garanzia di indipendenza del Parlamento.