Il Parlamento europeo ha adottato la sua relazione annuale 2025 sull'unione bancaria. Esso chiede di completare rapidamente l'unione bancaria, in particolare proseguendo i lavori sul sistema europeo di assicurazione dei depositi (SEAD) come terzo pilastro, e di approfondire l'integrazione dei mercati. Il testo chiede anche una migliore protezione delle abitazioni principali e un controllo rafforzato delle cripto-attività.
L'unione bancaria si basa su due pilastri esistenti: la vigilanza unica delle banche e la risoluzione unica in caso di fallimento. Un terzo pilastro, il sistema europeo di assicurazione dei depositi (SEAD), è proposto dal 2015 ma non è mai stato adottato. Il Parlamento sostiene da tempo la sua istituzione al fine di proteggere i depositi in modo uguale in tutta l'Unione e di ridurre il legame tra le banche e gli Stati. Questa relazione annuale è l'occasione per il Parlamento di riaffermare le sue priorità e di indirizzare le sue richieste alla Commissione, al Consiglio e alle autorità di vigilanza.
Completamento rapido dell'unione bancariaIl Parlamento chiede che l'unione bancaria sia portata a termine rapidamente, in particolare proseguendo i lavori sul sistema europeo di assicurazione dei depositi (SEAD) come terzo pilastro, e adottando misure per approfondire l'integrazione dei mercati e facilitare la circolazione dei capitali e delle liquidità all'interno dei gruppi bancari.
Protezione delle abitazioni principaliEsso chiede una protezione adeguata delle abitazioni principali, in particolare per le famiglie vulnerabili, tenendo conto della superficie dell'abitazione e del fatto che il mutuatario ha già rimborsato una parte sostanziale del suo prestito iniziale (ad esempio il 50 %).
Vigilanza sulle cripto-attivitàIl Parlamento chiede alla Commissione, all'Autorità bancaria europea e alle autorità nazionali di garantire un'attuazione e un'applicazione rigorose, coerenti e leali del regolamento sui mercati delle cripto-attività (MiCA), al fine di proteggere i consumatori e di lottare contro la criminalità finanziaria.
Rafforzare la risoluzione bancariaEsso ricorda che in caso di dissesto bancario, gli azionisti, i creditori o i meccanismi finanziati dal settore devono sopportare le perdite per primi, i fondi pubblici essendo utilizzati solo in ultima istanza. Esso insiste sulla necessità di un requisito minimo sufficiente di fondi propri e passività ammissibili (MREL) per garantire la credibilità del quadro di risoluzione.
Ratifica del trattato MESIl Parlamento chiede ancora una volta la ratifica piena e completa dell'accordo che modifica il trattato che istituisce il Meccanismo europeo di stabilità (MES), al fine di rafforzare la credibilità, la risolvibilità e la resilienza della zona euro.
La relazione è stata adottata con 376 voti favorevoli, 187 contrari e 17 astensioni durante una votazione elettronica per appello nominale.
Questa relazione non è una legge: esprime la posizione politica del Parlamento e si rivolge alla Commissione, al Consiglio e alle autorità di vigilanza. Concretamente, essa sostiene una migliore protezione dei mutuatari vulnerabili, in particolare sui prestiti immobiliari, e un inquadramento più rigoroso delle cripto-attività al fine di proteggere i consumatori. Essa chiede anche che i fallimenti bancari non siano finanziati con denaro pubblico, ma innanzitutto dagli azionisti e dal settore finanziario. Queste richieste dovranno essere riprese dalla Commissione o dagli Stati membri per tradursi in regole vincolanti.
Il Parlamento europeo ha adottato la sua relazione annuale 2025 sull'unione bancaria con 376 voti favorevoli, 187 contrari e 17 astensioni. Esorta la Commissione e il Consiglio a completare l'unione bancaria, in particolare creando il sistema europeo di assicurazione dei depositi (SEAD), il terzo pilastro che manca dal 2015. Ma dietro questa richiesta di completezza, il testo resta silenzioso sul costo di un tale meccanismo per le banche e i depositanti, e sugli ostacoli che soffocano la competitività del settore.
Il Parlamento chiede un SEAD per proteggere allo stesso modo i depositi in tutta l'Unione e ridurre il legame tra banche e Stati. L'obiettivo è lodevole: oggi, un depositante tedesco e un depositante italiano non sono coperti allo stesso modo, e un fallimento bancario nazionale può ancora contaminare il debito sovrano. Ma il testo non dice nulla sul costo. Un fondo comune di assicurazione dei depositi deve essere alimentato dalle banche, e questo costo si ripercuote sui clienti. Senza un meccanismo di mercato per tariffare il rischio, si crea una mutualizzazione in cui le banche più sicure pagano per quelle più rischiose. Il Parlamento evoca contributi basati sul profilo di rischio, ma senza precisare come evitare che le banche più fragili siano sovvenzionate da quelle più solide. Un approccio fondato sui principi di sussidiarietà e di responsabilità individuale avrebbe prima richiesto una valutazione d'impatto indipendente e un tetto chiaro sui trasferimenti tra sistemi nazionali.
Il Parlamento chiede una protezione adeguata delle abitazioni principali, tenendo conto della superficie e del rimborso di almeno il 50% del prestito iniziale. In linea di principio, proteggere le famiglie vulnerabili è legittimo. Ma la formulazione resta vaga: chi definisce la superficie? Come verificare il rimborso? Le banche dovranno mettere in atto controlli costosi, e questo costo sarà ripercosso su tutti i mutuatari, compresi quelli che non sono vulnerabili. Un'alternativa liberale sarebbe consistita nel lasciare che gli Stati membri definissero le proprie regole di protezione, in funzione del loro mercato immobiliare, invece di imporre un quadro europeo uniforme che ignora le differenze nazionali.
Il Parlamento chiede un'applicazione rigorosa del MiCA e una vigilanza europea sugli intermediari non bancari. La logica è sana: dopo il crollo di FTX, servono regole del gioco chiare. Ma attenzione a non trasformare la vigilanza in burocrazia preventiva. Le banche sono sempre più esposte ai fondi non bancari, e uno stress test sistemico è utile. Tuttavia, la creazione di un nuovo livello di supervisione europea per gli IFNB rischia di aggiungere costi e ritardi per gli attori innovativi, mentre il Regno Unito e gli Stati Uniti avanzano più rapidamente. Il Parlamento avrebbe dovuto esigere una semplificazione delle regole esistenti prima di aggiungerne di nuove.
Un SEAD senza prezzo è una promessa che le banche pagheranno e che i depositanti finanzieranno.
Il Parlamento europeo ha adottato la sua relazione annuale 2025 sull'unione bancaria con 376 voti favorevoli, 187 contrari e 17 astensioni. Esorta la Commissione e il Consiglio a completare l'unione bancaria, in particolare creando il sistema europeo di assicurazione dei depositi (SEAD), il terzo pilastro che manca dal 2015. Ma dietro questa richiesta di completezza, il testo resta silenzioso sul costo di un tale meccanismo per le banche e i depositanti, e sugli ostacoli che soffocano la competitività del settore.
Il Parlamento chiede un SEAD per proteggere allo stesso modo i depositi in tutta l'Unione e ridurre il legame tra banche e Stati. L'obiettivo è lodevole: oggi, un depositante tedesco e un depositante italiano non sono coperti allo stesso modo, e un fallimento bancario nazionale può ancora contaminare il debito sovrano. Ma il testo non dice nulla sul costo. Un fondo comune di assicurazione dei depositi deve essere alimentato dalle banche, e questo costo si ripercuote sui clienti. Senza un meccanismo di mercato per tariffare il rischio, si crea una mutualizzazione in cui le banche più sicure pagano per quelle più rischiose. Il Parlamento evoca contributi basati sul profilo di rischio, ma senza precisare come evitare che le banche più fragili siano sovvenzionate da quelle più solide. Un approccio fondato sui principi di sussidiarietà e di responsabilità individuale avrebbe prima richiesto una valutazione d'impatto indipendente e un tetto chiaro sui trasferimenti tra sistemi nazionali.
Il Parlamento chiede una protezione adeguata delle abitazioni principali, tenendo conto della superficie e del rimborso di almeno il 50% del prestito iniziale. In linea di principio, proteggere le famiglie vulnerabili è legittimo. Ma la formulazione resta vaga: chi definisce la superficie? Come verificare il rimborso? Le banche dovranno mettere in atto controlli costosi, e questo costo sarà ripercosso su tutti i mutuatari, compresi quelli che non sono vulnerabili. Un'alternativa liberale sarebbe consistita nel lasciare che gli Stati membri definissero le proprie regole di protezione, in funzione del loro mercato immobiliare, invece di imporre un quadro europeo uniforme che ignora le differenze nazionali.
Il Parlamento chiede un'applicazione rigorosa del MiCA e una vigilanza europea sugli intermediari non bancari. La logica è sana: dopo il crollo di FTX, servono regole del gioco chiare. Ma attenzione a non trasformare la vigilanza in burocrazia preventiva. Le banche sono sempre più esposte ai fondi non bancari, e uno stress test sistemico è utile. Tuttavia, la creazione di un nuovo livello di supervisione europea per gli IFNB rischia di aggiungere costi e ritardi per gli attori innovativi, mentre il Regno Unito e gli Stati Uniti avanzano più rapidamente. Il Parlamento avrebbe dovuto esigere una semplificazione delle regole esistenti prima di aggiungerne di nuove.
Un SEAD senza prezzo è una promessa che le banche pagheranno e che i depositanti finanzieranno.