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Testi Adottati
Approvato2026-04-28Sociale, occupazione e istruzione

Il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione aiuterà d'ora in poi i lavoratori minacciati di licenziamento imminente

Testo adottato
A favore56686 %
Contro6710 %
Astensione264 %
Non ha votato00 %
Spiegazione dettagliata

Comprendere il testo adottato

In breve

Il Parlamento europeo ha adottato il 28 aprile 2026, con 566 voti favorevoli, 67 contrari e 26 astensioni, un testo che consente al Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (FEG, un aiuto europeo per i lavoratori licenziati) di finanziare anche formazioni per lavoratori il cui licenziamento è annunciato ma non ancora effettivo. Il testo finale è stato adottato con i governi dell'UE; questi devono ancora dare la loro approvazione formale prima che diventi legge.

01

Contesto

Finora, il FEG interveniva solo dopo licenziamenti già pronunciati. La Commissione europea aveva proposto di estendere il fondo ai lavoratori colpiti da un licenziamento imminente, nelle imprese in ristrutturazione. Il Parlamento ha modificato questa proposta aggiungendo condizioni precise: una soglia di 200 lavoratori coinvolti, un tetto di 4 milioni di euro per impresa e per anno, e un tasso di cofinanziamento del 100 % per alcune misure. Il testo adottato corrisponde all'accordo finale concluso con il Consiglio.

02

Cosa è stato deciso

  1. 1

    Soglia di 200 lavoratoriUna domanda di aiuto è ricevibile se almeno 200 lavoratori sono minacciati di licenziamento imminente in una stessa impresa in ristrutturazione, in uno stesso Stato membro.

  2. 2

    Tetto di 4 milioni di euroL'aiuto del FEG per i lavoratori minacciati di licenziamento imminente non può superare 4 000 000 di euro per impresa, per Stato membro, per un dato esercizio finanziario.

  3. 3

    Cofinanziamento al 100 %Per le spese legate alle misure di accompagnamento (formazione, riconversione) destinate ai lavoratori minacciati, il tasso di cofinanziamento europeo è del 100 %.

  4. 4

    Termine di 14 settimaneUn'impresa in ristrutturazione può chiedere allo Stato membro di presentare una domanda di aiuto entro 14 settimane dalla prima comunicazione scritta ai rappresentanti dei lavoratori.

  5. 5

    Riserva del 40 %Almeno il 40 % dell'importo annuo massimo del FEG resta riservato alle domande riguardanti lavoratori già licenziati o lavoratori autonomi che hanno cessato l'attività. La parte non utilizzata al 30 giugno può servire alle domande per licenziamenti imminenti.

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Risultato del voto

566A favore67Contro26Astensione

Il Parlamento ha adottato il testo con 566 voti favorevoli, 67 contrari e 26 astensioni.

04

Cosa significa per i cittadini

In concreto, se la vostra impresa annuncia un piano di licenziamento di almeno 200 persone, potrete beneficiare di formazioni e di un accompagnamento finanziati dall'UE prima ancora di essere licenziati. Sono ammessi anche i lavoratori dei subappaltatori e delle imprese a valle. L'aiuto è limitato a 4 milioni di euro per impresa e per anno, e l'impresa deve presentare la domanda entro 14 settimane dall'annuncio ai rappresentanti del personale. Il testo è definitivo e entrerà in vigore dopo la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'UE.

Opinion & analysis

Il FEG pagherà formazioni prima del licenziamento, con un tetto e una soglia

Il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione interveniva solo dopo i licenziamenti. Ora finanzierà anche formazioni per lavoratori il cui addio è annunciato ma non ancora effettivo. Il Parlamento ha adottato il 28 aprile 2026, con 566 voti favorevoli, 67 contrari e 26 astensioni, il testo finale negoziato con i governi, che devono ancora approvarlo formalmente. L'idea è buona, l'architettura la incornicia stretta.

I punti chiave

  • Una domanda è ricevibile già a partire da 200 lavoratori minacciati nella stessa impresa e nello stesso Stato membro.
  • L'aiuto è limitato a 4 000 000 di euro per impresa, per Stato membro e per esercizio.
  • Il cofinanziamento europeo sale al 100 % per le misure di formazione e riconversione previste.
  • Almeno il 40 % dell'importo annuo del FEG resta riservato ai lavoratori già licenziati; il residuo non utilizzato al 30 giugno può servire ai licenziamenti annunciati.

Anticipare costa meno che riparare

Formare un dipendente prima che il suo posto scompaia costa meno che reinserirlo dopo. Il meccanismo è semplice: l'impresa in ristrutturazione chiede allo Stato membro di depositare una domanda entro 14 settimane dalla prima comunicazione scritta ai rappresentanti del personale. Il pacchetto coordinato può includere formazione e riconversione, anche per cambiare mansione nella stessa impresa. Sono ammessi, a determinate condizioni, anche i lavoratori dei subappaltatori e dei produttori a valle.

Il testo chiude due porte: niente cassa integrazione, niente indennità né aiuti alla creazione d'impresa in questo capitolo. È coerente: il denaro europeo deve finanziare competenze, non sostituire la responsabilità del datore di lavoro o dei regimi nazionali. Il tetto di 4 000 000 di euro per impresa e per anno evita che un solo gigante assorba l'involucro, e la soglia di 200 lavoratori impedisce la moltiplicazione di microdomande costose da istruire.

Uno Stato che non sceglie più

Il punto debole è altrove. Gli Stati membri devono trattare tutte le domande in ordine di arrivo, senza discrezionalità sulla ricevibilità né sull'ammissibilità, e senza requisiti aggiuntivi. La regola si comprende: protegge dal favoritismo. Ma priva l'autorità pubblica del giudizio sull'opportunità, mentre è proprio lei che impegna fondi pubblici e risponde davanti ai cittadini. Si aggiunge uno sportello automatico dove servirebbe una scelta assunta.

La riserva del 40 % protegge i licenziati di fatto dalla concorrenza dei licenziamenti annunciati. È liberata dopo il 30 giugno, il che crea una corsa al calendario per le imprese: una domanda depositata troppo presto aspetta, una depositata troppo tardi perde la finestra. Una vera semplificazione avrebbe fissato un involucro distinto per l'anticipazione, invece di una ripartizione annuale da sorvegliare.

Finanziare la formazione prima della lettera di licenziamento è una buona idea; affidarla a uno sportello senza margine di giudizio ne indebolisce la portata.

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