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Approvato2026-04-30Affari esteri e difesa

Il Parlamento europeo chiede la liberazione di 470 prigionieri politici in Venezuela

Testo adottato
A favore50788 %
Contro315 %
Astensione356 %
Non ha votato00 %
Spiegazione dettagliata

Comprendere il testo adottato

In breve

Il Parlamento europeo ha adottato una risoluzione che deplora il fallimento della legge di amnistia venezuelana e chiede la liberazione totale e incondizionata di tutte le persone detenute arbitrariamente per motivi politici, di cui almeno 470 restano ingiustamente detenute. Il testo insiste affinché questa legge non protegga mai gli autori di violazioni dei diritti umani e affinché il Consiglio dell'UE non revochi le sanzioni contro questi responsabili finché non saranno compiuti progressi significativi verso una transizione democratica. Il Parlamento chiede alla Commissione e agli Stati membri di fare tutto il possibile per ottenere questi risultati.

01

Contesto

La legge di amnistia per la convivenza democratica, adottata nel febbraio 2026 dall'assemblea controllata dal regime venezuelano, avrebbe dovuto consentire la liberazione dei prigionieri politici. Nei fatti, non ha portato alla loro liberazione incondizionata: almeno 470 persone restano detenute in condizioni inumane, la legge si applica solo a casi limitati e non è applicata automaticamente. La sua portata ristretta, l'assenza di controllo indipendente e la sua attuazione discriminatoria non hanno fornito alcuna base alla riconciliazione politica. Il 23 aprile 2026, Delcy Rodriguez ha annunciato la fine di questa legge, cosa che il Parlamento considera una violazione della costituzione e dell'indipendenza giudiziaria.

02

Cosa è stato deciso

  1. 1

    Richiesta la liberazione incondizionataIl Parlamento chiede la liberazione totale e incondizionata di tutte le persone detenute arbitrariamente per motivi politici e insiste affinché esse godano pienamente dei loro diritti civili e politici.

  2. 2

    Nessuna protezione per i torturatoriLa legge di amnistia non deve in alcun caso essere applicata per proteggere i responsabili di violazioni dei diritti umani, che devono essere pienamente responsabili delle loro azioni.

  3. 3

    Fine della repressione e riformeIl Parlamento esorta il regime a porre immediatamente fine alla repressione e a riformare le istituzioni giudiziarie, repressive ed elettorali, in particolare chiudendo tutte le strutture utilizzate per la detenzione arbitraria, i maltrattamenti e la tortura.

  4. 4

    Sanzioni mantenute a determinate condizioniFinché non saranno adottate misure significative per una transizione democratica pacifica guidata dal Venezuela, compresa la liberazione incondizionata di tutti i prigionieri politici, il ritiro e l'annullamento di tutte le accuse politiche contro l'opposizione e l'istituzione di una tabella di marcia credibile per elezioni libere, il Consiglio non dovrebbe revocare le sanzioni imposte alle persone responsabili di violazioni dei diritti umani.

  5. 5

    Ritorno in sicurezza garantitoIl Parlamento chiede la fine delle persecuzioni politiche, la revoca incondizionata di tutte le restrizioni imposte ai prigionieri politici e la garanzia di un ritorno in tutta sicurezza senza ritorsioni.

03

Risultato del voto

507A favore31Contro35Astensione

La risoluzione è stata adottata con 507 voti favorevoli, 31 contrari e 35 astensioni durante una votazione elettronica per appello nominale.

04

Cosa significa per i cittadini

Questa risoluzione non è una legge: esprime la posizione politica del Parlamento europeo e chiede alla Commissione e agli Stati membri di fare pressione per la liberazione dei prigionieri politici e il rispetto dei diritti umani in Venezuela. Raccomanda al Consiglio di non revocare le sanzioni contro i responsabili di violazioni dei diritti umani finché non saranno compiuti progressi democratici significativi. I cittadini dell'UE, compresi coloro che hanno familiari o interessi in Venezuela, sono interessati dall'impegno del Parlamento per la liberazione delle persone detenute arbitrariamente, compresi i cittadini europei, e dal mantenimento delle sanzioni mirate.

Opinion & analysis

Venezuela: 470 prigionieri politici, e un'amnistia che non amnistia nulla

Una legge di amnistia che lascia 470 prigionieri politici dietro le sbarre non è un'amnistia, è una scenografia. Il Parlamento europeo lo ha detto chiaro: esige la liberazione totale e incondizionata di tutti i detenuti arbitrari, e avverte il Consiglio che non deve revocare le sanzioni contro i torturatori finché non sarà iniziata la transizione democratica.

I punti chiave

  • Il Parlamento deplora che la «legge di amnistia» di febbraio 2026 non abbia liberato senza condizioni i prigionieri politici, di cui almeno 470 restano detenuti in condizioni inumane.
  • Esige la liberazione totale e incondizionata di tutte le persone detenute per ragioni politiche e insiste affinché recuperino pienamente i loro diritti civili e politici.
  • Precisa che l'amnistia non deve mai coprire gli autori di violazioni dei diritti umani, che devono rispondere delle proprie azioni.
  • Chiede al Consiglio di non revocare le sanzioni contro i responsabili di violazioni finché non saranno acquisiti la liberazione incondizionata, l'annullamento delle accuse politiche e una tabella di marcia credibile per elezioni libere.

Un'amnistia che non libera non è un'amnistia

Il testo adottato il 30 aprile 2026 con 507 voti a favore, 31 contrari e 35 astensioni non è una legge: è una risoluzione politica. Ma la sua constatazione è implacabile. La legge di amnistia per la convivenza democratica, votata in febbraio 2026 da un'assemblea controllata dal regime, doveva liberare i prigionieri politici. Non lo ha fatto. Almeno 470 persone restano detenute, tra cui militari, avvocati, giornalisti, difensori dei diritti umani e cittadini europei. La legge si applica solo a casi limitati, non è automatica e obbliga i detenuti a riconoscere false accuse davanti a una giustizia agli ordini. Non è un'amnistia, è una trappola in più.

Il Parlamento non si ferma alla constatazione. Esige la liberazione totale e incondizionata di tutti i prigionieri politici e afferma che l'amnistia non deve in alcun caso proteggere i torturatori. Chiede la chiusura di tutti i centri di detenzione arbitraria e la fine delle persecuzioni. In sostanza, la logica è semplice: un'amnistia che non libera è solo uno strumento di comunicazione. Permette al regime di dire al mondo che fa un gesto, mentre le sue carceri restano piene. Il Parlamento rifiuta questo mercanteggiamento.

Sanzioni: non revocare prima delle prove

Il messaggio al Consiglio è altrettanto chiaro: nessuna revoca delle sanzioni contro i responsabili di violazioni dei diritti umani finché non saranno state adottate misure significative. Il Parlamento fissa tre condizioni: la liberazione incondizionata di tutti i prigionieri politici, il ritiro e l'annullamento di tutte le accuse politiche contro l'opposizione, e una tabella di marcia credibile per elezioni libere. Finché queste condizioni non saranno soddisfatte, le sanzioni restano. È una posizione di fermezza, non di ingenuità.

Questo approccio ha un merito: lega il bastone e la carota ad atti verificabili, non a promesse. Evita la sindrome della «legge di amnistia»: un gesto cosmetico che non cambia nulla alla realtà delle carceri. Esigendo prove prima di qualsiasi concessione, il Parlamento protegge la credibilità delle sanzioni europee. Ricorda anche che la transizione deve essere condotta dai venezuelani stessi, nel rispetto della loro sovranità.

Un'amnistia che lascia 470 prigionieri politici dietro le sbarre non è un'amnistia, è una scenografia.

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