Il Parlamento europeo ha concesso il discarico al segretario generale del Comitato economico e sociale europeo per l'esecuzione del bilancio 2024 di questo Comitato. Il discarico è la validazione finale dei conti di un'istituzione da parte del Parlamento. Esso è accompagnato da una risoluzione contenente le osservazioni dei deputati, che fa parte integrante della decisione. Il testo è stato adottato con 478 voti favorevoli, 146 contrari e 27 astensioni.
Ogni anno, il Parlamento europeo esamina i conti delle istituzioni dell'Unione e decide se concedere o meno il discarico, cioè se validare il modo in cui il denaro pubblico è stato speso. Il Comitato economico e sociale europeo è un organo consultivo che rappresenta la società civile organizzata (datori di lavoro, sindacati, associazioni) e formula pareri sui progetti di legge europei. Per l'esercizio 2024, il Parlamento doveva pronunciarsi sulla gestione finanziaria del Comitato, dopo aver preso conoscenza della relazione della Corte dei conti e della relazione annuale del Comitato sui suoi audit interni.
Discarico concesso per il 2024Il Parlamento valida l'esecuzione del bilancio 2024 del Comitato economico e sociale europeo e concede il discarico al suo segretario generale.
Osservazioni in una risoluzioneLe osservazioni dei deputati sulla gestione del Comitato figurano in una risoluzione che fa parte integrante della decisione di discarico.
Trasmissione ufficialeLa Presidente del Parlamento deve trasmettere la decisione e la risoluzione al Comitato, al Consiglio, alla Commissione e alla Corte dei conti.
Pubblicazione nella Gazzetta ufficialeLa decisione e la risoluzione saranno pubblicate nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea, serie L.
Il Parlamento ha adottato il discarico con 478 voti favorevoli, 146 contrari e 27 astensioni, durante una votazione elettronica per appello nominale.
Questa decisione chiude la procedura di discarico 2024 per il Comitato economico e sociale europeo. In concreto, i conti di questo organo consultivo sono validati e le osservazioni del Parlamento sono trasmesse alle altre istituzioni. Per i cittadini, ciò significa che la gestione dei fondi europei assegnati al Comitato per il 2024 è stata controllata e approvata dai loro rappresentanti al Parlamento europeo. Il Comitato continuerà a formulare pareri sulle politiche dell'Unione, ma la sua gestione finanziaria 2024 è ormai considerata regolare.
Il Parlamento europeo ha concesso il discarico alla segretaria generale del Comitato economico e sociale europeo per l'esecuzione del bilancio 2024, con 478 voti a favore, 146 contrari e 27 astensioni. Il discarico convalida i conti di un'istituzione, ma non dice nulla sulla sua utilità. Ora il CESE è un organo consultivo il cui costo è reale e la produzione legislativa indiretta: i suoi pareri non vincolano nessuno. Il voto di oggi è un controllo di conformità contabile, non una valutazione dell'efficacia della spesa.
Il discarico è l'atto con cui il Parlamento, sulla base della relazione della Corte dei conti, approva la gestione di bilancio di un'istituzione. Non giudica l'opportunità politica dell'esistenza dell'organo, né il rapporto costo-efficacia dei suoi pareri. Il CESE ha speso il suo bilancio 2024 conformemente alle regole: è quanto constata il voto. Ma un bilancio eseguito senza irregolarità non è necessariamente un bilancio utile. La domanda che il Parlamento avrebbe dovuto porre è semplice: quanto costa un parere del CESE, e qual è il suo effetto misurabile sulla legislazione europea?
Il CESE è composto da rappresentanti dei datori di lavoro, dei sindacati e delle associazioni. Esprime pareri obbligatori in alcuni ambiti e pareri d'iniziativa. Ora, questi pareri non vincolano i colegislatori. La loro influenza reale è difficile da stabilire, e il Comitato stesso non produce indicatori d'impatto. Il discarico 2024 sarebbe stata l'occasione per esigere una valutazione indipendente dell'utilità di ogni parere, persino per subordinare una parte del bilancio a indicatori di risultato. Il Parlamento non l'ha fatto.
Il CESE è consultato in modo obbligatorio su numerosi testi, il che significa che la Commissione e il Consiglio devono attendere il suo parere prima di adottare alcune decisioni. Questo ritardo ha un costo: ritarda l'adozione di norme, mobilita funzionari e può essere utilizzato per diluire o bloccare riforme liberali. I considerando del testo ricordano che il Comitato contribuisce alla democrazia partecipativa, ma la partecipazione ha un prezzo. Per le imprese, ogni settimana di ritardo nell'adozione di una semplificazione normativa rappresenta un mancato guadagno. Il CESE non è responsabile di questo ritardo, ma la sua esistenza vi contribuisce.
Il discarico non rimette in discussione il ruolo consultivo del CESE, previsto dai trattati. Ma avrebbe potuto essere l'occasione per chiedere una riduzione dell'onere amministrativo, per esempio limitando i pareri d'iniziativa o accorpando alcune consultazioni. Il Parlamento ha preferito convalidare senza condizioni. È un'occasione mancata per far scendere il costo della macchina europea.
Convalidare i conti non è valutare l'utilità: il CESE è discaricato, non giustificato.
Il Parlamento europeo ha concesso il discarico alla segretaria generale del Comitato economico e sociale europeo per l'esecuzione del bilancio 2024, con 478 voti a favore, 146 contrari e 27 astensioni. Il discarico convalida i conti di un'istituzione, ma non dice nulla sulla sua utilità. Ora il CESE è un organo consultivo il cui costo è reale e la produzione legislativa indiretta: i suoi pareri non vincolano nessuno. Il voto di oggi è un controllo di conformità contabile, non una valutazione dell'efficacia della spesa.
Il discarico è l'atto con cui il Parlamento, sulla base della relazione della Corte dei conti, approva la gestione di bilancio di un'istituzione. Non giudica l'opportunità politica dell'esistenza dell'organo, né il rapporto costo-efficacia dei suoi pareri. Il CESE ha speso il suo bilancio 2024 conformemente alle regole: è quanto constata il voto. Ma un bilancio eseguito senza irregolarità non è necessariamente un bilancio utile. La domanda che il Parlamento avrebbe dovuto porre è semplice: quanto costa un parere del CESE, e qual è il suo effetto misurabile sulla legislazione europea?
Il CESE è composto da rappresentanti dei datori di lavoro, dei sindacati e delle associazioni. Esprime pareri obbligatori in alcuni ambiti e pareri d'iniziativa. Ora, questi pareri non vincolano i colegislatori. La loro influenza reale è difficile da stabilire, e il Comitato stesso non produce indicatori d'impatto. Il discarico 2024 sarebbe stata l'occasione per esigere una valutazione indipendente dell'utilità di ogni parere, persino per subordinare una parte del bilancio a indicatori di risultato. Il Parlamento non l'ha fatto.
Il CESE è consultato in modo obbligatorio su numerosi testi, il che significa che la Commissione e il Consiglio devono attendere il suo parere prima di adottare alcune decisioni. Questo ritardo ha un costo: ritarda l'adozione di norme, mobilita funzionari e può essere utilizzato per diluire o bloccare riforme liberali. I considerando del testo ricordano che il Comitato contribuisce alla democrazia partecipativa, ma la partecipazione ha un prezzo. Per le imprese, ogni settimana di ritardo nell'adozione di una semplificazione normativa rappresenta un mancato guadagno. Il CESE non è responsabile di questo ritardo, ma la sua esistenza vi contribuisce.
Il discarico non rimette in discussione il ruolo consultivo del CESE, previsto dai trattati. Ma avrebbe potuto essere l'occasione per chiedere una riduzione dell'onere amministrativo, per esempio limitando i pareri d'iniziativa o accorpando alcune consultazioni. Il Parlamento ha preferito convalidare senza condizioni. È un'occasione mancata per far scendere il costo della macchina europea.
Convalidare i conti non è valutare l'utilità: il CESE è discaricato, non giustificato.