Logo The European Citizen
Testi Adottati
Approvato2025-11-13Clima e ambiente

Protezione della biodiversità marina e gestione sostenibile degli oceani

Testo adottato
A favore45470 %
Contro17227 %
Astensione193 %
Non ha votato00 %
Spiegazione dettagliata

Comprendere il testo adottato

L'Unione Europea ha adottato una nuova direttiva per proteggere la biodiversità marina, specialmente nelle aree al di fuori della giurisdizione nazionale. Questa iniziativa arriva in un momento cruciale, poiché la perdita globale di biodiversità sta accelerando. La direttiva si rivolge a tutti gli Stati membri e mira ad attuare gli impegni internazionali per la conservazione degli oceani.

Contesto e obiettivi

La direttiva si basa sul Quadro Globale per la Biodiversità di Kunming-Montreal e sulla Convenzione sulla Diversità Biologica. L'obiettivo principale è raggiungere il target del 30% di aree marine protette entro il 2030 e la visione a lungo termine per il 2050. L'attuazione avverrà nel rispetto dei principi dell'Accordo BBNJ (Biodiversità delle Aree al di fuori della Giurisdizione Nazionale).

Misure chiave

  • Applicazione dei principi di conservazione dell'Accordo BBNJ
  • Creazione di sistemi di aree marine protette
  • Coordinamento con le Organizzazioni Regionali di Gestione della Pesca (ORGP)
  • Supporto all'attuazione delle decisioni della Conferenza delle Parti
  • Promozione della diplomazia oceanica per la cooperazione globale
  • Sostegno finanziario ai paesi in via di sviluppo

Calendario e attuazione

La direttiva sarà attuata gradualmente dagli Stati membri, con la Commissione Europea che supervisionerà la conformità. Sono previsti meccanismi di coordinamento e sostegno alla ratifica dell'Accordo BBNJ. La Commissione sosterrà gli Stati membri che desiderano ospitare la segreteria internazionale.

Impatto per cittadini e attori

I cittadini beneficeranno di oceani sostenibili ed ecosistemi marini conservati. Pescatatori e compagnie di navigazione dovranno adattarsi a nuove regole, mentre i paesi in via di sviluppo riceveranno sostegno finanziario. La protezione della biodiversità marina contribuirà ad affrontare il cambiamento climatico.

Opinion & analysis

Alto mare: il Parlamento allenta il chiavistello di Bruxelles, senza spezzarlo

Adottando la sua posizione in prima lettura sull'accordo BBNJ, il Parlamento europeo ha scelto di lasciare che gli Stati membri sottopongano direttamente misure di emergenza al segretariato internazionale, senza passare dalla valutazione giuridica preliminare della Commissione. Un passo verso la responsabilità degli Stati, ma solo un passo: il meccanismo di esame preliminare resta la regola per gli strumenti di gestione per zona, e la Commissione conserva un diritto di controllo determinante su chi parla a nome dell'Unione.

I punti chiave

  • Gli Stati membri possono ormai sottoporre direttamente al segretariato BBNJ proposte di misure di emergenza (articolo 24(3) dell'accordo), informando senza indugio la Commissione e gli altri Stati membri.
  • Per gli strumenti di gestione per zona, la procedura resta centralizzata: progetto trasmesso alla Commissione, osservazioni degli Stati entro 30 giorni, valutazione giuridica della Commissione entro 30 giorni, poi presentazione a nome dell'Unione o da parte dello Stato membro in nome proprio.
  • La Commissione dovrà presentare ogni due anni al Parlamento europeo una relazione sull'applicazione delle misure e sugli sviluppi mondiali del BBNJ, compresi conformità, esecuzione e monitoraggio scientifico.
  • Gli Stati membri possono adottare misure più rigorose per i propri cittadini, le proprie navi o le attività sotto la loro giurisdizione, nel rispetto del diritto internazionale.

Una breccia nel monopolio della Commissione

Il testo iniziale riservava alla Commissione il compito di esaminare ogni proposta prima che partisse per New York. Il Parlamento ha introdotto un'eccezione per le misure di emergenza: quando incombe una catastrofe, uno Stato membro può rivolgersi direttamente al segretariato, a condizione di informarne Bruxelles e le altre capitali. È un riconoscimento di buon senso: in caso di urgenza, la rapidità prevale sulla procedura. Ma l'eccezione resta stretta. Per gli strumenti di gestione per zona, che strutturano durevolmente l'uso dell'alto mare, la procedura centralizzata rimane: progetto trasmesso alla Commissione, osservazioni degli Stati entro 30 giorni, valutazione giuridica della Commissione entro 30 giorni, poi decisione di presentare a nome dell'Unione o di lasciare che lo Stato membro agisca da solo. La Commissione mantiene dunque il controllo sul calendario e sulla formulazione.

Questo compromesso ha un costo. Uno Stato membro che vuole far avanzare un'area marina protetta in una zona sensibile deve prima convincere la Commissione che il suo progetto merita di essere portato a nome dell'Unione. Se fallisce, può sempre agire in nome proprio, ma il tempo perso è reale: trenta giorni per le osservazioni, trenta giorni per la valutazione, senza contare le consultazioni. Per gli attori economici, pescatori, trasportatori, operatori energetici, questa incertezza si traduce in progetti rinviati o abbandonati. L'alto mare non aspetta.

Ciò che il Parlamento aggiunge, e ciò che dimentica

Il Parlamento non si è limitato ad adattare la procedura. Ha introdotto una clausola di misure più rigorose: uno Stato membro potrà andare oltre le decisioni della conferenza delle parti per i propri cittadini e le proprie navi, nel rispetto del diritto internazionale. È una boccata d'aria per la sovranità nazionale, ma attenzione all'effetto perverso: regole più rigorose in uno Stato possono spingere le navi a battere bandiera altrove, senza guadagno per l'ambiente. Il coordinamento con le organizzazioni regionali di pesca e le convenzioni marittime resta affidato a considerando, senza obbligo operativo vincolante.

Altro elemento aggiunto: una relazione biennale della Commissione al Parlamento sull'applicazione delle misure e sugli sviluppi mondiali del BBNJ. Utile per la responsabilità, ma a condizione che questa relazione non diventi un esercizio di comunicazione. Il Parlamento dovrà verificare che gli Stati membri rispettino le regole e che la Commissione non ritardi le proposte che la disturbano. Infine, i considerando sul quadro di Kunming-Montréal e sul patto europeo per l'Oceano ricordano obiettivi politici, senza creare nuovi obblighi giuridici: non bisogna confonderli con il diritto positivo.

Il Parlamento ha allentato il chiavistello, ma la chiave resta a Bruxelles.

Agisci su questo testo
Presenza quel giorno
Foglio di presenza non ancora pubblicato
Foglio di presenza non ancora pubblicatoPubblicato alcuni giorni dopo la seduta.
Visualizza il testo completo
Condividi
questa votazione