Il 21 gennaio 2025, il Parlamento europeo ha approvato un accordo che consente all'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera (Frontex) di condurre operazioni congiunte in Serbia. L'accordo mira a rafforzare la cooperazione nella gestione delle frontiere e a contrastare l'immigrazione irregolare.
La Serbia è un paese candidato all'adesione all'UE e condivide una frontiera con diversi Stati membri. Di fronte ai flussi migratori nei Balcani occidentali, l'UE e la Serbia hanno negoziato un accordo quadro per consentire a Frontex di dispiegare guardie di frontiera e attrezzature tecniche sul territorio serbo. L'accordo era già stato firmato dal Consiglio dell'UE, ma necessitava dell'approvazione del Parlamento europeo per entrare in vigore.
Con un voto in sessione plenaria, il Parlamento ha dato il suo consenso alla conclusione dell'accordo. Concretamente, ciò autorizza Frontex a:
L'accordo rispetta i diritti fondamentali e prevede un meccanismo di reclamo in caso di violazione. Le operazioni saranno condotte in coordinamento con le autorità serbe e sotto la loro responsabilità.
Il testo è stato adottato con 505 voti favorevoli, 90 contrari e 43 astensioni. La maggioranza dei gruppi politici (PPE, S&D, Renew, Verts/ALE) ha sostenuto l'accordo, mentre eurodeputati di sinistra radicale e di estrema destra hanno espresso riserve sul rispetto dei diritti dei migranti e sulla sovranità serba.
Per i cittadini europei, questo accordo contribuisce a una migliore gestione delle frontiere esterne dell'UE, riducendo i passaggi irregolari e rafforzando la sicurezza. Consente inoltre una cooperazione più stretta con un paese vicino, che può facilitare gli spostamenti legittimi e contrastare la criminalità transfrontaliera. I cittadini serbi, invece, vedranno una presenza accresciuta di Frontex alle loro frontiere, che può migliorare l'efficacia dei controlli garantendo al contempo il rispetto delle norme europee.
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